En attendant… le derby!

La prima reazione è stata una bella dose di insulti alla squadra, ma me li sono tenuti dentro perché non voglio mai esternare in pubblico contro giocatori che vestono la maglia granata, neanche contro il più scarso che sia mai passato nella storia del Toro, tranne nel caso abbia avuto comportamenti incompatibili con l’etica sportiva (quindi i nomi li lascio fare a voi che mi leggete).
La seconda reazione è stata quella di farmi una classifica personale. Per me la partita è finita al 90° e il Toro ha vinto 3-2 ed è salito a 17 punti. Ma di questo passo ha vinto anche contro il Milan (e siamo a 19) e non ha perso con il Carpi (Toro a 20 punti). Poi ho smesso questo inutile esercizio, perché il mal di vetta fa mancare l’ossigeno, proprio come è accaduto ai nostri giocatori da qualche settimana, quando hanno iniziato a guardare troppo in alto.
La terza reazione è stata questa: basta, ora mi dedico solo alla Primavera! I ragazzi di Moreno Longo sì che mi danno delle soddisfazioni. Non vedo l’ora che si giochi la Supercoppa allo Stadio Olimpico il 14 novembre contro la Lazio che già abbiamo battuto alla finale scudetto. Trepidante davanti alla tv quel pomeriggio del 16 giugno ero in vacanza in un masseria del Salento (a chi interessa si chiama Costarella, splendido posto, sulla provinciale Borgagne-Torre Sant’Andrea). Si tratta di una prima volta per i nostri Torelli ed è un titolo che ci manca. Ma dalla Primavera aspetto che mi faccia rivivere una serata emozionante come quella di mercoledì 21 ottobre contro il Senica. Allora aspettiamo il Middlesbrough il 24 novembre. Io sarò di nuovo lì.
Poi la mia serata è finita davanti alla tv, per vedere le partite degli altri. Dico subito che la sconfitta della Juve con il Sassuolo non mi ha consolato per nulla. Rimugino ancora sui punti buttati al vento contro il Genoa e mi chiedo come sia possibile non saper gestire i vantaggi, soprattutto nel recupero. Ricordo ancora a Modena i giocatori del Carpi che sul 2-1 stramazzavano a terra colpiti da malesseri terrificanti quanto inesistenti (vero Gagliolo?). Oppure l’antisportività del Palermo a Torino, no non quest’anno, mi riferisco alla partita della stagione scorsa, dicembre 2014. Due volte raggiunti da Martinez e Glik (come spesso accade anche quest’anno reagiamo solo dopo essere andati sotto), i rosanero terrorizzati, nella restante mezzora di gioco, stramazzavano come tarantolati su ogni filo d’erba dello Stadio Olimpico, meglio se la palla era lontana. Ti ricordi Belotti?
Ebbene, di queste perdite di tempo antisportive il Toro non è capace. Quanto avrei voluto lo fosse stato ieri sera!
Faccio ancora una considerazione su ieri sera. Non credo ai gemellaggi calcistici, o meglio ci credo e li auspico in campionati diversi: Argentina, Spagna, Brasile laddove è possibile confrontarsi con storia e valori simili. Con il Genoa no, troppe delusioni, non ultima l’umiliazione del campionato scorso quando ci presero a pallate a Marassi. E ora sto per dire una cosa impopolare. Come direbbero a Fiesole e a Scandicci, m’importa ‘na sega anche del gemellaggio con la Viola. Per me lo scudetto può andare a Firenze, Napoli o Roma (sponda giallorossa) indifferentemente. Non all’Inter però, squadra che detesto quasi quanto quell’altra. Saranno le strisce?
Fortunatamente si è giocato di sera e la delusione si è stemperata nel sonno della notte. Peggio è stato elaborare le sconfitte con il Carpi e la Lazio, giocate alle 18, quando ti resta ancora tutta la sera per rimuginarci sopra e per chiederti: ma come è stato possibile? E sabato si gioca di nuovo alle 18… E la domenica dopo, contro l’Inter, addirittura alle 12.30, orario in cui non abbiamo mai vinto! Avrei proprio un desiderio segreto da esaudire: Juve, Inter, Atalanta. Un bel filotto per riportarci su? L’importante è che tengano i miei bypass (ma la cardiologa dice che resisteranno ancora…)

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