Un viaggio intorno a Peggy Guggenheim con Caterina Casini al Café Müller

Ciliegina di fine anno al Café Müller di Torino con il monologo Woman before a glass. Caterina Casini, attrice di televisione cinema e soprattutto teatro, ha impersonato Peggy Guggenheim, in un testo di Lanie Robertson con la regia Giles Smith, produzione Laboratori Permanenti. Lo spettacolo ha debuttato al festival di Todi 2016 ed è in tournée da due anni. Per chi come me non la conosceva è stata una bella sorpresa.
Un plauso a Paolo Stratta e Caterina Mochi Sismondi che gestiscono la sala teatro, come affermano loro, di Teatrodanzamusicacirco, volutamente senza virgole o punti, con una programmazione intrigante e intelligente. Solo due settimane prima avevo assistito alla performance di Stefano Benni, accompagnato al pianoforte dall’eccellente Umberto Petrin, che con Misterioso aveva raccontato la creativa esistenza di Thelonius Monk, uno dei pianisti più innovativi e geniali della storia del jazz, in un’America ancora caratterizzata da un feroce razzismo.
Caterina Casini ci ha accompagnato alla scoperta della miliardaria americana Peggy Guggenheim e del suo prodigioso intuito, che ha fatto scoprire al mondo (mentre lei li collezionava) artisti come Pollock, Kandinsky, Mirò, Bacon, Max Ernst (che fu il suo secondo marito). L’ambientazione è Venezia, sua città d’adozione, ma scorrono anche i richiami a Londra, Parigi, Marsiglia, naturalmente New York. Il video-mapping su tele appese e su una poltrona scomponibile di cartone (dove scorrono anche immagini dei quadri) fornisce di volta in volta l’ambientazione giusta. L’attrice racconta, con una recitazione molto fisica,  gli amanti, i vizi, i suoi adorati cani, i rapporti con i genitori e i due figli, in particolare prende forma il dramma della figlia Pegeen, artista pure lei. Filo conduttore sono comunque pittori e scultori, e il mondo del business che ruota intorno all’arte. Non tutto ciò che viene raccontato è completamente intelliggibile. Ma questa è un po’ la funzione del teatro: proporre per poi lasciare a ciascuno approfondimenti e ulteriori scoperte. Tornato a casa ho voluto cercare qualcosa su Peggy, certo conoscevo la sua favolosa collezione esposta a Palazzo Venier dei Leoni che ho visitato due volte. Ma ancor di più avevo in mente il film Pollock, diretto e interpretato da Ed Harris, che avevo visto nel 2000 al Festival di Venezia. In quella pellicola la figura di Peggy Guggenheim (Amy Madigan) si staglia prepotentemente come la donna che offre all’artista depresso e alcolista uno stipendio e la possibilità di allestire la sua prima mostra personale.
La Collezione Peggy Guggenheim a Venezia ha festeggiato nel 2018 i settant’anni.

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