Con “Impromptu” spazio ai nuovi talenti del Cirko Vertigo

Più di un saggio di fine corso e meno di uno spettacolo compiuto. È Impromptu, titolo mutuato dal linguaggio musicale e dal francese, in senso lato improvvisazione, la nuova produzione del Cirko Vertigo di Grugliasco. Vi hanno lavorato gli allievi del primo anno dell’Accademia di circo contemporaneo della Fondazione creata da Paolo Stratta. Questi ragazzi si sono misurati su un tema, il respiro, fondamentale per qualsiasi esibizione artistica o sportiva, alla base delle quali c’è sempre una grande preparazione atletica. E su questo mi pare abbiano lavorato molto, prima ancora di mettere mano agli attrezzi.
Per Impromptu sono stati coordinati dal regista e direttore della scuola Arc en Cirque di Chambéry, Eric Angelier, ma sono stati lasciati improvvisare, ciascuno secondo le proprie capacità e aspirazioni (aspira, inspira, respira, facile sarebbe il gioco di parole). Così hanno restituito in chiave artistica in un’ora e un quarto di spettacolo ciò che hanno appreso. Un’esibizione – a tratti anche divertente – che li introduce nel mondo del circo professionale. Tutti e tutte hanno mostrato di aver raggiunto un buon livello, con alcune punte di eccellenza, a mio parere, per le ragazze che si sono esibite ai tessuti (originale un numero con una cravatta rossa) e alle cinghie.
Mi ha stupito la composizione particolarmente femminile del gruppo. È  casuale che si sia  trattato di una classe sbilanciata in tal senso, mi ha spiegato Paolo Stratta. Ma è il segno che la formazione circense attrae molto le ragazze. Come pure segno dei tempi è la vocazione internazionale della Scuola di Cirko Vertigo. Li vedi sul palco e subito non ti rendi conto che arrivano da ogni angolo del pianeta. Qui hanno trovato maestri qualificati che li fanno crescere. Presto torneranno a volteggiare nei teatri e sotto gli chapiteau di tutto il mondo.
Lo spettacolo che ho visto in anteprima va considerato proprio nel senso di un primo passo di ciascuno verso la professione. Secondo me andrà calibrato meglio nella scelta degli attrezzi (alcuni ragazzi si esibiscono sullo stesso modello) e delle musiche (ma questi sono i miei gusti). Ho apprezzato molto le scene corali con quell’andirivieni sul palcoscenico indossando impermeabili neri (ci sarebbe stata bene la canzone di Paolo Conte, ultimo brano della trilogia del Mocambo) e gli abbozzi di numeri a due. Su un sipario trasparente di garza o tulle vengono proiettati i volti degli artisti con un bell’effetto scenico. Lo voglio considerare però come una metaforica separazione dal grande e futuro pubblico. Un bozzolo, una protezione psicologica per i ragazzi: siamo qui, siamo bravi ma non siamo ancora pronti per il grande salto, intanto guardateci così. Mi pare il messaggio loro e del regista.
E ora, buon vento ragazzi!
Maria Fernanda Aguilar Carvajal, Costa Rica, palo cinese; Paola Antonini, Italia, corda aerea ; Elena Avellas Herranz, Spagna, filo teso; Guenda Bournes, Italia, cerchio; Matilda Buscemi, Italia, trapezio; Alessandro Claudio Campioni, Italia, roue cyr; Emmanuel Caro, Argentina, trapezio; Jorge Adrian Castro Batista, Spagna, giocoleria; Sofia Fernandez, Spagna, cerchio; Eleni Fotiou, Grecia, corda aerea; Sara Frediani, Italia, cinghie; Rachele Grassi, Italia, cerchio; Silva Karla Renata Martinez, Cile, cerchio; Carlos Rodrigo Parra Zavala, Messico, palo cinese; Marta Piazza, Italia, roue cyr; Rocio Suarez, Argentina, danza; Gabriel Taiar Santos, Brasile, roue cyr; Afroditi Tolia, Grecia, tessuti; Lara Torelli, Italia, tessuti.

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Una risposta a Con “Impromptu” spazio ai nuovi talenti del Cirko Vertigo

  1. Edith Manzanares scrive:

    Gracias por estos comentarios, espero siempre lo hagan es una manera de saber cómo les fue a los chicos en sus obras. Soy la mamá de Emmanuel Caro desde Argentina

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