Noterelle siciliane 6 – Tracce del Toro in Sicilia

Questo scritto si accoda a cinque “Noterelle” che risalgono all’epoca del mio viaggio in Sicilia nel 2016 e che sono linkate qui in fondo.

Il fatto è che non dovrei più stupirmi se trovo tracce del Toro durante i miei viaggi. Ormai mi è accaduto diverse volte. Ma ciò che mi capitato a Santo Stefano di Camastra è davvero singolare. È un comune costiero in provincia di Messina (a 100 km da Palermo) noto per la produzione di ceramiche artistiche e di terrecotte. I mastri ceramisti hanno esposto le loro famose Giare durante Expo2015 a Milano.
Mi ci sono fermato anche nell’ultimo viaggio, in una delle tante botteghe ho scelto di comprare una piccola ceramica raffigurante un somarello carico di limoni. La ragazza che mi ha servito mi ha accompagnato alla cassa dopo aver attraversato alcune sale piene zeppe di mercanzia. Dopo aver scambiato alcune banalità mi ha chiesto la provenienza. Torino. “Ah, mio padre è un fanatico del Grande Torino“. Mentre me lo presentava, l’uomo era seduto dietro il bancone, mi ha detto che il 4 maggio ha seguito tutti i documentari e i servizi televisivi trasmessi sul Torino. In effetti era preparatissimo. Gli ho fatto notare che, casualmente, indossavo una polo granata. Era la mattina dell’improvvida sconfitta di Empoli. Gli ho sciorinato la formazione caduta a Superga e lui si è trascritto i nomi. Uscito dal negozio qualcosa non mi quadrava, non ero stato preciso nell’elencazione, dopo cento passi sono tornato indietro.
– Mi scusi, non li ho detti bene. Ora glieli li ripeto.
– Ma poi c’erano gli altri, in tutto erano 31.
Gli ho elencato anche le riserve, sembrava soddisfatto.
– Ci diamo del tu, tu sei giovane.
– Be’ in realtà ho 68 anni.
– 1951?
– Sì sono del ’51.
– Io febbraio
– Io invece di gennaio
– Allora sei più anziano e ti devo portare rispetto.
Abbiamo scambiato altre amenità, sorpresi entrambi di aver trovato una passione comune. Ho evitato comunque di chiedergli se seguiva il Toro odierno, mi sembrava blasfemo dopo aver parlato del Grande Torino. Ma la simpatia si è rafforzata quando ha concluso il breve incontro parlando dell’altra squadra, senza mai nominarla, quella che “può vincere 100 campionati ma la coppa se la deve andare a accattare al bar!”.
Ma un secondo fatto che ricollega la Sicilia al Toro mi è accaduto qualche giorno dopo. Ero al Sakalleo, di Scoglitti frazione di Vittoria, provincia di Ragusa (meravigliosa mangiata di pesce, dodici portate solo gli antipasti). Nella sala ho trovato appesa, ben incorniciata sotto vetro, una maglia del Torino FC, evidentemente intitolata a qualcuno del locale. Non c’erano altri simboli calcistici nel ristorante. Nessun riferimento a squadre con la maglia a strisce o a scacchi. Niente di niente. Solo il Toro. Ma la cosa non mi ha stupito più di tanto: tre anni fa ero passato nello stesso locale e sulla parete giganteggiava una fotografia autografata di Gian Piero Ventura che proprio quell’estate stava lasciando il Torino per la fallimentare esperienza in Nazionale. Evidentemente passata di attualità, la sua foto era stata rimossa ma ha lasciato spazio ad un altro simbolo del Toro.
Circostanze e coincidenze dell’essere un cuore granata!

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