Ho visto “Skyfall”

Premesso che gli 007 interpretati da Sean Connery erano tutta un’altra cosa e a quelli sono rimasto legato. Premesso che Daniel Craig ha la faccia da Putin e non da suddito di Sua Maestà. Premesso che l’azione che si svolge prima dei titoli di testa compendia tutto il film. Premesso che gli stessi titoli di testa sono un capolavoro di fantasia e di animazione. Tutto ciò premesso, “Skyfall” rimane un film che si può vedere.
Anche se abbiamo visto centinaia di film d’azione, gli 007 hanno sempre un loro fascino. James Bond al cinema ha compiuto cinquant’anni e non li dimostra. E’ dal 1962 (“Licenza di uccidere”) che ascoltiamo il tema originale di Monty Norman, una sigla, un marchio di fabbrica riproposto in tutte le pellicole.
Da alcuni film il capo M è una donna, in età di pensionamento (bravissima Judi Dench), miss Moneypenny è una divina nera (Naomie Harris), l’antagonista Silva ha la faccia da schiaffi di Javier Bardem (forse il meno azzeccato nel suo ruolo: Christopher Lee, Donald Pleasence, Curd Jurgens, Telly Savalas, ma anche Adolfo Celi come ‘cattivi’ erano un’altra cosa). C’è anche Ralph Fiennes (Mallory, il politico a capo della commissione che controlla l’Intelligence). Addirittura viene rispolverato un mostro sacro del cinema inglese come Albert Finney. Si rivede anche la famosa Aston Martin e qui fa una brutta fine. Per il resto il regista Sam Mendes (“American Beauty”, “American Life”, “Era mio padre”) rispetta tutti i cliché contenuti nel romanzo di Ian Fleming: inseguimenti in auto e in moto (per pura combinazione a Istanbul), inseguimenti e scazzottature sul tetto di un treno lanciato a grande velocità, lotta sul bordo di un grattacielo, il solito casinò di Macao….. Tutto già visto, ma tutto da rivedere ancora e ancora.
La produttrice Barbara Broccoli, dopo la morte del padre Albert, continua nella specialità di famiglia, i film di James Bond.
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