Ho letto “Il potere del cane” di Don Winslow

Plata o plomo. Argento o piombo. Non hai scampo, da una parte devi stare. Se non prendi i soldi e ti adegui allora ti riempiono di piombo. Anche Art Keller integerrimo e intemerato poliziotto in perenne lotta contro il narcotraffico (e contro i propri fantasmi). Da New York a Guadalajara, da San Diego a Tijuana, venticinque anni di intrighi e di lotte senza esclusione di colpi tra narcotrafficanti, mafiosi italiani, killer irlandesi, puttane d’altobordo, servizi segreti, politici corrotti (anche il clero fa la sua parte!), dove non riesci a capire chi sta con chi. Per cosa, lo si capisce subito: sempre per i dollari, si tratti di vendere droga o armi. Droga, armi e dollari fanno avanti e indietro tra il Messico e gli Stati Uniti, divisi da una frontiera colabrodo. Famiglia, affetti, amicizia sono al centro della storia ma continuamente sacrificati sull’altare del denaro. E la vendetta vince sempre sulla giustizia.
Sono al quarto libro di Don Winslow, e questo è decisamente il più tosto. L’autore si è documentato molto sulla guerra tra i narcos e molti dei terribili fatti narrati nel romanzo sono realmente accaduti. Avvincente è dire poco.
27 agosto 2011. La dinamica dell’attacco al casinò di Monterrey, a colpi di bombe a mano e liquido incendiario, avvenuta ieri e che ha provocato 53 morti sembra presa pari pari dalle pagine di questo libro. Ci sono i sicari, i narcos, le vittime rifugiate e intrappolate nei bagni, le uscite di emergenza bloccate, il cordoglio del governatore locale, il messaggio alla nazione del presidente Calderon, la taglia milionaria per gli assassini. Don Winslow aveva anticipato tutto. E poi dicono dei romanzi…… Ma la realtà supera sempre più spesso la fantasia. Il male assoluto, il potere del cane!

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