Ho letto “Notte fantastica” di Stefan Zweig

E’ uno splendido libro con quattro racconti di Stefan Zweig, scrittore austriaco della prima metà del secolo scorso, che avevo scoperto leggendo “Estasi di libertà”. Adelphi procede a ripubblicarne la sterminata produzione, questa breve raccolta è uscita nel 2012. Leggere Zweig è riconciliarsi con la letteratura, qualora ce ne sia bisogno. La sua scrittura è brillante, ancorché legata a modelli e influenze che risalgono a fine Ottocento.
La donna e il paesaggio
…proprio il vento che si abbatteva sul mondo: un bisbiglio, un soffio, un agitarsi, un fragore profondo, mugghiante e poi un colpo più forte, più potente.
L’imbarazzante incontro notturno in una camera d’albergo con una adolescente sonnambula è la logica conclusione di una giornata estiva vissuta nell’afa più opprimente e che verso sera dà origine a un temporale carico di elettricità. Pagine intense descrivono il temporale. Ma il mattino dopo tutto rientra nella normalità e la giovane non mostra di ricordare qualcosa.
Tremavo di eccitazione. Il sottile pungolo della canicola mi stimolava il sangue, i miei nervi si tendevano elettrizzati, non avevo mai presentito come in quell’istante la voluttà del vento, il piacere estatico del temporale.
Notte fantastica
Alcune belle signore mi passarono accanto, io ne fissai con sfacciataggine, ma senza intimo desiderio, i seni che a ogni passo palpitavano sotto la veste sottile.
E’ il racconto, di un centinaio di pagine, che dà il titolo al volumetto. Zweig ricorre all’artificio letterario delle note recuperate nello scrittoio di un certo barone, perito in battaglia nel 1914. Il barone von R. racconta l’esperienza vissuta in una notte fantastica.
…avevo accumulato un gran numero di avventure memorabili e deliziose, trasformandomi a poco a poco, da quel semplice gaudente che ero, in un vero intenditore.
A seguito di circostanze un po’ fortuite, un po’ volute, una domenica pomeriggio durante le corse all’ippodromo del Prater di Vienna, von R. entra in possesso di un biglietto vincente non suo. Incassa la vincita, punta a sua volta la cifra su un’altra corsa e rivince, ottenendo così una piccola fortuna.
Il senso del pulito, inculcatomi fin dall’infanzia, mi ispirava orrore al contatto persino fuggevole con quelle banconote.
Mentre cala la sera, in preda a uno stordimento dovuto al rimordere della coscienza, von R. inizia a bighellonare per il Prater, fino a diventare facile preda di una prostituta e dei suoi lenoni. Se la cava consegnando spontaneamente delle banconote e da quel momento prova un senso di liberazione che lo porta a disfarsi di tutto il denaro verso il prossimo con atti di inspiegabile prodigalità.
…io volevo sì vergognarmi, ma in realtà non mi vergognavo affatto…
Il vicolo al chiaro di luna
Un tedesco che deve partire in nave da un porto della Francia è costretto ad attendere per una notte che la burrasca si plachi. Inizia così a gironzolare per i vicoli dell’angiporto, viuzze sconosciute dove si svolgono soprattutto tristi commerci…
….nello spiraglio di una porta chiusa, balugina carne nuda sotto lustrini dorati…
In una bettola l’uomo è testimone di una inquietante scena tra una donna del locale e un cliente. Più tardi, nei pressi del porto è raggiunto da quell’uomo, che gli racconta la sua storia. La mattina, mentre finalmente si accinge a partire, il tedesco assiste impotente al prevedibile epilogo di una vicenda d’amore e tradimento.
Ecco che cosa sono queste strade di là dai confini dell’universo borghese, eccitanti per quanto rivelano e allettanti per quanto nascondono.
Leporella
E’ il racconto più bello del libro: la storia di Crescentia ‘Crescenz’, poi soprannominata Leporella, una donna di servizio di mezza età, nativa di una valle del Tirolo e approdata a Vienna in una casa nobile. Instancabile come un cavallo da tiro e affezionata e fedele come un cane ai suoi padroni.
Gli uomini la lasciavano in pace, vuoi perché quello sgobbare accanito per un quarto di secolo l’aveva spogliata di ogni femminilità, vuoi perché, con il suo contegno caparbio e taciturno, ella respingeva brusca qualsiasi approccio.
Nelle dispute tra il barone e la baronessa, Leporella parteggia per l’uomo, soprattutto dopo che questi le ha dimostrato una certa malintesa attenzione. L’epilogo è alquanto curioso.

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