Ho letto “Un’altra notte a Brooklyn” di Lawrence Block

E lei era l’amante ideale: bella, brillante, spiritosa, di provata professionalità e in tutto e per tutto gradevole e accomodante come solo una puttana sa essere. Cosa chiedere di più?
Lawrence Block mi ha inchiodato per due giorni con questo romanzo poliziesco, forse il più bello fra quanti ho letto finora. E’ un’indagine adrenalinica di Matthew Scudder, indagine si fa per dire perché Scudder è un ex-poliziotto, ex-alcolista, è sì un detective, ma è senza licenza e quindi non potrebbe lavorare, se non ai margini, quando cioè il cliente per vari motivi non può rivolgersi alla polizia. Vive in albergo e ha una bella relazione, sincera ed intensa, con la prostituta Elaine, una che si sa gestire, riceve in casa e non corre grandi rischi. Per Scudder, Elaine è compagna e confidente e a volte lo aiuta nelle sue indagini.
Evitavamo di usare la parola con la A, anche se quello che provavo per lei era sicuramente amore, ricambiato.
In questa storia lo troviamo sobrio e inattaccabile, non fa più la via crucis dei bar di New York, beve Perrier o comunque soda water e frequenta assiduamente i gruppi di Alcolisti Anonimi, di cui conosce alla perfezione orari e luoghi di ritrovo. Ha anche smesso l’abitudine di elargire parte dei suoi guadagni nelle cassette delle elemosine delle chiese.
Qualcuno ha dichiarato che tanto vale affrontare la vita un giorno alla volta. Dopotutto, è così che il mondo te la presenta.
L’ingaggio in questione è da parte di un grossista di droga libanese a cui è stata rapita la giovane moglie e, nonostante il pagamento di un riscatto, restituita poi tagliata a pezzettini. Ovviamente il trafficante non può rivolgersi alla polizia ma vuole rintracciare e vendicarsi degli assassini. Scudder accetta l’incarico e gioca le sue carte utilizzando le conoscenze che ancora può vantare in polizia, tra cui ex-colleghi che non si fanno problemi ad accettare dei soldi.
Quindi se per certi versi ero ancora un poliziotto, per altri versi avevo subito un cambiamento radicale.  Era da un pezzo che avevo visto la trave: perché soffermarmi sulla pagliuzza?
A dargli una mano c’è TJ, un ragazzino nero che vive per strada ed è molto sveglio: è lui che gli presenta due hacker asiatici che si infilano nelle reti di ogni tipo per acquisire informazioni, soprattutto sul traffico telefonico. Scudder riesce a rintracciare casi analoghi accaduti in precedenza e a comporre una casistica. Ma la svolta arriva con un nuovo rapimento, quello della figlia di un grosso trafficante russo. Le modalità sono sempre quelle dello stupratore seriale che ne approfitta per arraffare soldi, senza peraltro restituire vive le rapite.
Il sistema di protezione per le vittime di stupro funziona piuttosto bene, almeno fino al processo, quando l’avvocato della difesa arriva a violentarle un’altra volta davanti a Dio e agli uomini.
Nella cronologia della serie di Matthew Scudder che conta diciassette romanzi pubblicati tra il 1976 e il 2011 (ultimo è L’ottavo passo), questo è il decimo ed è del 1992. Ha per titolo originale A Walk Among the Tombstones che significativamente anticipa dove si conclude l’appassionante vicenda. Poi per l’ormai sobrio ex-poliziotto si apre una nuova fase del rapporto con Elaine.
“Che la  vita sia un pasticcino? Non proprio”.
“Sembra più un panino imbottito di merda”.
Tra i vari titoli, alcuni sono usciti nei Gialli Mondadori, altri da Hobby&Work, alcuni sono inediti in Italia. Sellerio è al suo secondo Scudder, un grosso regalo per gli appassionati del genere. Portatelo sotto l’ombrellone!
Questo significa avere coraggio, fare quello che ci spaventa.

 


Share this nice post:
Questa voce è stata pubblicata in Libri. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*