Ho letto “Corsaro della Repubblica” di Louis Garneray

Da sempre sono appassionato di libri di avventure sul mare e ogni anno non lesino un passaggio allo stand di Nutrimenti al Salone del Libro di Torino che ha una bella collana di letteratura di mare. Così, dopo aver scoperto Pierre Loti e il suo Pescatore d’Islanda (che incrocia anche la mia passione per la Bretagna), mi sono dedicato a Louis Garneray (1783-1857), che è stato un personaggio davvero curioso. Figlio di uno stimato pittore di casa reale a Parigi, si è arruolato giovanissimo nella marina della repubblica. Dotato egli stesso per il disegno e la pittura, pur da marinaio semplice si fece apprezzare durante i suoi imbarchi per gli schizzi di navi. Diventò così pittore di bordo, destinato a immortalare battaglie navali e naufragi, nonché viaggi nell’epopea delle colonie e dei traffici commerciali. I suoi quadri marini sono oggi in vari musei europei, molti sono conservati alla Camera di Commercio di Parigi. La sua fama come scrittore arrivò invece di molto postuma: dalle sue avventure sono scaturiti alcuni libri di memorie di cui Corsaro della Repubblica non è che la prima tappa.
La felicità sulla terra gli sembrava un impossibile paradosso; non concepiva la vita che sul ponte di una nave…
Madagascar, Indonesia, India… tanti viaggi descritti, le battaglie contro gli inglesi, i porti commerciali e militari, le escursioni sulla terraferma in paesi esotici. Garneray per le sue attitudini è stato il prediletto di molti comandanti, come l’eroico contrammiraglio Jean-Marthe-Adrien Lhermitte.
Trascorrevo quasi tutte le mie giornate, al di fuori delle ore che consacravo alla teoria, a disegnare in ogni angolo della corvetta su cui il nero del carboncino potesse lasciare traccia, immagini dei dintorni di Cavit o dell’Ile de France o più spesso profili di navi.
Presto gli viene chiesto di documentare per immagini la posizione delle navi durante le battaglie e per la sua bravura ottiene anche un trattamento da ufficiale. Nel romanzo racconta la storica rivalità che oppone le marinerie francese e inglese, i momenti che precedono le battaglie, le manovre nautiche per prendere posizione e mettere le cannoniere in condizione di sparare. Eccede forse nella descrizione delle carneficine che avvengono a bordo.
Il passaggio dalla navigazione militare a quella su mercantili è abbastanza semplice e l’autore si ritrova a raccontare (e dipingere) di abbordaggi, catture, saccheggi. E’ l’epopea della marineria corsara e Garneray diventa addirittura uno degli uomini di fiducia dei mitici corsari francesi Jean-Marie Dutertre e Robert Surcouf, immortalato in un monumento sui bastioni di Saint-Malo.
Questo ragazzo grande e grosso, così giovane, così rotondo, così gioviale, altri non era che il celebre corsaro, l’onore della Francia e il terrore degli inglesi…
Con una battaglia tra l’inglese Kent e la francese Confiance termina questa parte delle memorie. E’ la fine del 1800, Louis Garneray ha solo ventisette anni e ancora tante avventure davanti.
Le pagine migliori sono quelle dedicate alla navigazione e alla manovra delle vele: per gli appassionati di mare una vera chicca.

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