Ho visto “Io sto con la sposa” di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry (Venezia 71)

E’ un docu-fiction che interpreta perfettamente lo spirito della sezione Orizzonti del Festival di Venezia. Un gruppo di italiani che si occupano di profughi organizza un matrimonio finto per far espatriare cinque siriani che vogliono raggiungere la Svezia, qui indicata come meta in cima ai desideri di tutti i clandestini che transitano in Italia. Naturalmente il film sfiora il dramma di Lampedusa, ma soprattutto tratta l’impossibilità di raggiungere, dopo essere sbarcati in Italia, le destinazioni desiderate se non affidandosi letteralmente a nuovi contrabbandieri di vite umane. La disobbedienza civile messa in atto dagli italiani (temo che una mezza dozzina di reati siano stati commessi) consente invece, attraverso una organizzazione che è come una divertente favola, di bypassare le leggi di vari Paesi e far giungere i siriani a Malmö e a Stoccolma. Il finto matrimonio, con una giovane donna sempre in abito da sposa, è un escamotage teatrale per fare/non fare attirare l’attenzione sul gruppo in viaggio. Da Milano in auto e poi a piedi attraverso il sentiero dei clandestini a Grimaldi nei pressi di Ventimiglia, il gruppo entra in Francia per raggiungere Marsiglia. Da lì poi tutto è più semplice grazie a un corteo di auto che attraversa la Francia, il Lussemburgo, la Germania, la Danimarca facendo sempre molta attenzione al passaggio delle frontiere, pur se molto labili. Rete di collaboratori, percorso e tappe sono organizzate nei minimi dettagli. L’ultimo tratto viene percorso in treno.
Abdallah, Mona e Ahmed ottengono lo status di rifugiato politico in Svezia. Manar e Alaa, padre e figlio, sono invece respinti dalla Svezia e ottengono l’asilo politico in Italia. Tasnim infine è tornata in Italia con gli altri invitati al finto matrimonio. Con leggi internazionali diverse si sarebbe evitata questa inutile pantomima. Loro sono i fortunati. Ma gli altri?
Io sto con la sposa finanziato e girato con pochi soldi raccolti dal basso (il famoso crowdfunding) è stato accolto molto bene dal pubblico di Venezia: un’ovazione durata almeno dieci minuti per Gabriele Del Grande, Antonio Augugliaro e Khaled Soliman al Nassi e per i bravissimi interpreti. Un evento che ricorda quello dello scorso anno con la proiezione di un altro docu-film, Sacro GRA, in quel caso vincitore del Leone d’Oro.

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Una risposta a Ho visto “Io sto con la sposa” di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry (Venezia 71)

  1. Lorenzo scrive:

    Interessante, è da un po’ che mi sono appassionato al mondo delle fiction e della televisione in generale. Mi sto informando sempre di più, ora sto aspettando solamente l’inverno per mettermi davanti il divano a guardare quante più serie televisive possibile! 🙂

    Buon pomeriggio.

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