Tra ricerca e sperimentazione, il circo di Caterina Mochi Sismondi

Sul Filo del Circo al Parco Le Serre di Grugliasco prosegue regalando suggestioni intense come quella proposta da Caterina Mochi Sismondi con Bird/Osservatorio, prima parte di una Trilogia del Limite che, dopo aver visto lo spettacolo di ieri sera, si prospetta quanto meno intrigante. Viene da chiedersi infatti come si svilupperà poi l’intero progetto. Intanto abbiamo assistito a questa installazione-spettacolo, fatta di musica, movimento (esibizioni acrobatiche e muscolari ma non solo), rumori, poesia, proiezioni live generate dallo sguardo impertinente di una telecamera. Continua a leggere

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Con Halka spettacolare inizio del festival Sul Filo del Circo

Come si dice in queste occasioni? Gli assenti hanno sempre torto. C’era qualche posto vuoto ieri sera all’inaugurazione della XVII edizione del festival Sul Filo del Cirko. Non si rammarichino troppo gli assenti, perché stasera al Teatro Le Serre di Grugliasco c’è ancora la possibilità di vedere all’opera in prima nazionale una delle compagnie più straordinarie mai passate da queste parti. E’ il Groupe Acrobatique de Tanger, composto da 14 fantastici artisti (12 acrobati e due musicisti), tra cui due donne, una più eterea, l’altra indiscutibilmente forzuta, tutti appartenenti alla famiglia marocchina Hammich. Questo gruppo da diverse generazioni rappresenta in patria e nel mondo la massima espressione di circo-teatro del Marocco. A mettere ordine tra le capacità dei singoli elementi e il grande repertorio accumulato nei decenni precedenti ha pensato il regista e coreografo francese Aurélien Bory, dal 2003 collaboratore della compagnia. Continua a leggere

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Ad ogni luglio si riannoda il Filo del Circo

Dal 2001 l’estate nel torinese è sinonimo di circo. E’ la diciassettesima edizione del festival internazionale Sul Filo del Circo quella che si apre venerdì al Teatro Le Serre di Grugliasco. Ho assistito a spettacoli di molte, se non proprio tutte, le edizioni del festival ideato e diretto da Paolo Stratta. Ne ho scritto (e metto i link qui sotto), qualche volta sono stato anche chiamato in giuria quando c’era un concorso. Ma non per questo mi considero un esperto e neppure un intenditore. Il circo contemporaneo è variegato, non è semplice esibizione di muscoli e capacità acrobatiche, spesso si fonde con il teatro, ha una sua drammaturgia e per questo è capace di raccontare storie. La sensazione è che questa sia un’edizione straordinaria: tutte le sere dal 6 al 28 luglio, escluse le domeniche, sotto lo chapiteau Vertigo e nel Teatro Le Serre si accende la magia del circo, c’è qualcosa da scoprire e per cui sicuramente entusiasmarsi.
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Ho letto “Il diavolo nel cassetto” di Paolo Maurensig

Quanto più un’arte decade, tanto maggiore è il numero delle persone che vi si dedicano.
Era dai tempi del bel romanzo Canone inverso che non leggevo qualcosa di Paolo Maurensig. In questo divertente intreccio lo scrittore goriziano mette al centro la letteratura, intesa come scrittura e massima ambizione dell’essere umano, acculturato o meno. Alzi la mano chi non ha un manoscritto nel cassetto o non sogna un giorno di pubblicare un libro. Chi non è disposto a un patto col diavolo pur di veder pubblicato il proprio romanzo? Perché, scrive Maurensig, la letteratura …è il luogo dove ogni vanagloria, alimentata dall’invidia, cresce a dismisura, dove anche il più banale dei pensieri – purché sia impresso in caratteri tipografici – viene accettato come verità assoluta.
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Aspettando Bella Ciao

Voglio spendere due parole sullo spettacolo di mercoledì 4 luglio alle 21.30 in Piazzetta Reale per la rassegna Torino Estate Reale.
Dico questo perché spero che tutti i 1500 posti allestiti trovino un occupante e a quanto ho visto al botteghino, andando a comprare ben 12 biglietti. Esserci serve anche a dare un segnale. A chi lo avrete capito, a chi indossa certe magliette per sfottere Bella Ciao
Oggi più che mai è giocoforza ascoltare questa musica – se si è appassionati – perché qui ci sono le basi dell’etnomusica italiana, senza voler necessariamente entrare nel contesto antimilitarista e di sinistra dei brani, come è evidente dal titolo e dai contenuti. Bella Ciao è stato uno spettacolo messo in scena fin dal 1964 (la ‘prima’ fu a Spoleto) da un nucleo illustre di musicisti della tradizione popolare e della canzone di protesta, tra i quali figuravano Giovanna Marini, Michele Straniero, Caterina Bueno, Ivan Della Mea, sotto la direzione artistica di Roberto Leydi che fu uno dei più illustri etnomusicologi italiani.
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Ho letto “Showdown la resa dei conti” di Augusto Grandi

Evidentemente Augusto Grandi aveva ‘in canna’ questa storia e la doveva raccontare. Forse avrebbe fatto meglio a tenerla ancora un po’ lì, perché il finale risulta alquanto affrettato. Può essere invece che si sia riservato una ulteriore puntata e un’altra ancora. Comunque la storia riprende un personaggio a cui Grandi è affezionato, quel Dario Lo Gatto già protagonista di Razz politici d’azzardo, pubblicato nel 2009, che ne raccontava l’ascesa politica e imprenditoriale e il successivo rapido declino. Qui ritroviamo Lo Gatto ai giardini, intento a spingere la carrozzina con il nipotino. Capelli tinti, mento cascante, collo raggrinzito, è decisamente vecchio. In tasca però è sempre pronto un viagra, non si sa mai, perché il vizietto è ancora quello. Dopo le deludenti esperienze di anni prima in Alè Europa, movimento poi confluito nel Partito degli Onesti, aveva abbandonato per far soldi con la sua attività di amministratore di immobili. Continua a leggere

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Ho letto “Mio caro serial killer” di Alicia Giménez-Bartlett

Ma la verità è che a me non piace collaborare con nessuno quando si tratta di svolgere un’indagine. L’idea che il lavoro di squadra sia meglio del lavoro individuale mi riesce del tutto incomprensibile.
E invece questa volta a Petra Delicado tocca collaborare con un membro dei Mossos d’Esquadra, il corpo di polizia della regione autonoma della Catalogna. Tal Roberto Fraile, un giovane un po’ sulle sue, formale e nello stesso tempo dall’impostazione da “scuola di polizia”, che Petra ci mette un attimo a definire un ‘bellimbusto’. L’occasione è data da una nuovo caso che l’ispettrice della Polizia nazionale con il suo vice Fermín Garzón si trova ad affrontare: l’omicidio di una donna single, avanti con gli anni, trovata accoltellata con il corpo martoriato ed evidenti segni di accanimento sul volto. Sul corpo viene trovato un messaggio scritto da un innamorato apparentemente tradito o respinto. L’indole femminista di Petra si ribella a questo nuovo femminicidio e mal sopporta l’affiancamento di un pari grado nelle indagini.   Continua a leggere

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Ho letto “Il prezzo dei soldi” di Petros Markaris

E se ce la facessimo? Con il governo di unità nazionale ce la faremo.
E’ stato divertente leggere questo libro proprio nei giorni in cui si susseguivano notizie confortanti sulla Grecia, con Alexis Tsipras che festeggiava la fine del memorandum tra la Grecia e i creditori internazionali. Ora le cose vanno molto meglio per il paese ellenico: la disoccupazione è scesa al 20%, il PIL è ritornato a crescere, la bilancia commerciale registra un timido miglioramento, il debito pubblico si è stabilizzato attorno al 180% del PIL (in Italia è al 132%, per dire…).
E così una lettura partita un po’ in sordina ha suscitato presto il mio interesse. Non so se Petros Markaris sia stato preveggente o avesse già capito che l’aria stava cambiando per il suo Paese. Continua a leggere

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Ho ascoltato “Argento”, nuovo lavoro di Riccardo Tesi e Banditaliana

Seguo Banditaliana da tempo, prima ancora di avere avuto il piacere di conoscere personalmente Gigi Biolcati, per la sua collaborazione con Folkestra & Folkoro, poi Riccardo Tesi in una serata a Saint-Vincent per la presentazione della sua biografia, Una vita a Bottoni.
Era un lavoro molto atteso, Argento, il nuovo album. Ormai con i social media si riesce a creare, centellinando bene le informazioni, un clima di attesa e di desiderio verso un nuovo prodotto. Così hanno lavorato la produzione Visage Music, la distribuzione Materiali Sonori e lo stesso organettista.
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Ho letto “Ho sempre amato questo posto” di Annie Proulx

Molti lettori non amano i libri di racconti, ma garantisco per questo volume di Annie Proulx, scrittrice americana che parecchi conosceranno per il romanzo breve Gente del Wyoming (1998) da cui è stato tratto il film di Ang Lee I segreti di Brokeback Mountain, vincitore al festival di Venezia 2005. Per inciso, Annie Proulx è autrice di una splendida epopea americana, I crimini della fisarmonica, edito nel 2000 da Baldini&Castoldi.
Questi racconti ci riportano nello stesso territorio che fa da sfondo al citato film. Sono storie di pionieri e di cowboy di oggi, giovani che si muovono tra pickup e fastfood, senza grandi prospettive per il futuro, alla faccia del “sogno americano”. Racconti inesorabilmente caratterizzati da un esito drammatico come la storia di Dakotah Lister  un’infanzia e un’adolescenza difficili prima di arruolarsi nell’esercito e perdere un braccio in un’esplosione in Irak. Continua a leggere

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