Ascolto e riascolto “Le bal des mondes” di Marc Berthoumieux

A Parigi diversi anni fa, dopo aver visitato Les arènes de Lutèce, ero capitato davanti a uno dei più celebri negozi di dischi della capitale, il Paris Jazz Corner in rue de Navarre. Non potevo esimermi dall’entrare a curiosare. E’ lì che ho scoperto un musicista che abbina al jazz l’altra mia passione, la fisarmonica, appunto Marc Berthoumieux. Sono tornato a casa con il suo primo album, Les couleurs d’ici (1998), in cui ho trovato brani fantastici come Vent du Sud, Balakatun e  Carnavalse dall’atmosfera felliniana, che ho tentato di suonare scaricando gli spartiti. Poi sono seguiti i due album Jazz No Jazz vol. 1 e vol. 2, entrambi del 2004. Marc è divenuto uno dei miei accordéoniste jazz preferiti, ovviamente insieme a Richard Galliano. Continua a leggere

Pubblicato in Francia, Musica | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Un viaggio intorno a Peggy Guggenheim con Caterina Casini al Café Müller

Ciliegina di fine anno al Café Müller di Torino con il monologo Woman before a glass. Caterina Casini, attrice di televisione cinema e soprattutto teatro, ha impersonato Peggy Guggenheim, in un testo di Lanie Robertson con la regia Giles Smith, produzione Laboratori Permanenti. Lo spettacolo ha debuttato al festival di Todi 2016 ed è in tournée da due anni. Per chi come me non la conosceva è stata una bella sorpresa.
Un plauso a Paolo Stratta e Caterina Mochi Sismondi che gestiscono la sala teatro, come affermano loro, di Teatrodanzamusicacirco, volutamente senza virgole o punti, con una programmazione intrigante e intelligente. Solo due settimane prima avevo assistito alla performance di Stefano Benni, accompagnato al pianoforte dall’eccellente Umberto Petrin, che con Misterioso aveva raccontato la creativa esistenza di Thelonius Monk, uno dei pianisti più innovativi e geniali della storia del jazz, in un’America ancora caratterizzata da un feroce razzismo.
Continua a leggere

Pubblicato in Teatro, Torino | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Cosa mi rimane del 36° TFF ?

Da qualche anno, con lo scadere dei miei incarichi di lavoro, aborro tutti i momenti pubblici enfatici: evito le conferenze stampa, le feste di apertura e chiusura, le premiazioni. Così mi posso concentrare sui film. Pago i miei 50 euro di accredito. Staziono permanentemente al Cinema Classico, dove vengono proiettati i film per la stampa, entro, esco, bevo un caffé, rientro per un altro film. Ad un festival fuori sede (per anni ho frequentato Cannes, Venezia, Locarno e tanti festival minori) il numero dei film visti è maggiore rispetto al festival di casa, dove sei chiamato anche a rispondere alle tue ineludibili incombenze quotidiane. Quindi quest’anno ho visto solo una dozzina di film, con scelte casuali, e non quelli che avrei voluto vedere. Me ne rammarico, ma nel contempo, come sempre, ho visto cose insolite e ho imparato qualcosa. Continua a leggere

Pubblicato in Cinema, Documentari, Francia, Libri, Montagna, Politica, Società | Contrassegnato | Lascia un commento

Ho letto “Fate il vostro gioco” di Antonio Manzini

Il fumo della sua preghiera mattutina saliva in dolci e dense spirali. Lassù stava già nevicando.
Era inevitabile che prima o poi Manzini si sarebbe occupato del Casino de la Vallée. Anzi, lo attendevo al varco con una nuova inchiesta di Rocco Schiavone. So che si è documentato bene sulle vicende della casa da gioco, almeno quelle dell’ultimo periodo, potendo anche contare vari amici da quelle parti. A mio parere questo nuovo romanzo gli è riuscito bene, arrivo a dire che è il migliore della serie.
Manzini ci restituisce un vicequestore più umano e balordo che mai. Parrebbe una contraddizione, ma non è così. L’umanità attiene al suo percorso degli ultimi tempi, la malinconia per la mancanza della moglie Marina (arriva a pensare di vendere l’appartamento di Roma a cui è legato da tanti bei ricordi) e la delusione per il tradimento professionale di Caterina, l’amante di pochi giorni. Continua a leggere

Pubblicato in Libri | Lascia un commento

Ho letto “Palm Desert” di Don Winslow

Ovunque tu vada, è lì che ti trovi.
E’ il più divertente libro di Winslow. E’ stato scritto nel 1996 e conclude la saga dell’investigatore Neal Carey, iniziata nel 1991 con London Underground. Una pentalogia proseguita poi con China Girl (1992), Nevada Connection (1993), Lady Las Vegas (1994), tutti pubblicati in Italia da Einaudi tra il 2016 e il 2018. Carey è il personaggio di Don Winslow che amo di più. Più di Art Keller, Boone Daniels, Frank Decker, Bobby Z, Frankie Machine, Ben e Chon. Non è un vero e proprio investigatore, ma un risolutore di problemi per conto di una istituzione denominata “Amici di Famiglia” – non propriamente una mafia – che a sua volta lavora per una banca che ha risorse da tutelare in tutto il mondo. Carey è un eterno studente, sempre alle prese con una tesi da finire dal titolo Tobias Smollett, il fuoriclasse della letteratura inglese del XVIII (uno dei motivi per cui mi è vicino, reminiscenze universitarie). Continua a leggere

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Ho letto “Il diario segreto del cuore” di Francesco Recami

Con questo libro che prosegue la saga della casa di ringhiera, Francesco Recami sembra rifarsi niente meno che alla tradizione settecentesca del romanzo epistolare, quello per intenderci avviato in Inghilterra da Samuel Richardson con Pamela, o la virtù ricompensata (1740). Quello era un romanzo totalmente formato da lettere, la maggior parte  scritte da Pamela, con pagine del diario personale della stessa ragazza, quindicenne all’avvio della storia.
Gran parte di questo Il diario segreto del cuore è occupato dagli scritti che la scolara di prima media Margherita Giorgi annota in un quaderno e dalle lettere che la stessa scambia con il padre Claudio, alcolizzato, cacciato di casa e in cura disintossicante, all’insaputa della mamma Donatella. I due si fanno reciprocamente la morale, ma a vincere è la bambina. La famiglia è completata dall’altro figlio, Gianmarco, tredicenne scansafatiche, ripetente di terza media. Continua a leggere

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Ho letto “Il sorriso di Jackrabbit” di Joe R. Lansdale

Leonard era già in ufficio. Stava facendo il caffè e mangiava i suoi biscotti alla vaniglia. C’era un’enorme anguria sulla scrivania, accanto a una lattina di birra e a un bel po’ di dolcetti alla panna.
Un lavoro che sembrava una stupidaggine per Hap&Leo si è rivelato invece più complicato del previsto. Proprio ora che gli pseudo-investigatori hanno trovato un certo equilibrio di vita. Hap ha appena regolarizzato il suo ménage sposando Brett che di fatto è anche il capo dell’agenzia investigativa di Laborde (Texas). Con loro vive e collabora Chance, figlia di primo letto di Hap. Inoltre si sono portati in casa dal romanzo precedente (Bastardi in salsa rossa) la piccola Reba, chiamata anche la “vampira di quattrocento anni”.
E’ sempre Hap il narratore: Mi mancava l’odore dei popcorn caldi al burro e il modo in cui le bibite frizzavano nei bicchieri di carta e ti solleticavano i peli del naso. Mi mancava, avere dieci anni.
Continua a leggere

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Ho letto “Il tesoro del Carmine” di Gianfranco Vanagolli

E’ stata una bella sorpresa questo libro che mi ha riportato all’Isola d’Elba a poche settimane dal mio ultimo soggiorno. Ci ho ritrovato le atmosfere che già conosco e in più ho fatto un’immersione nell’epoca napoleonica nonché un doveroso ripasso di Storia. Credo che uno dei complimenti più graditi per un narratore sia quello di sentirsi dire dal lettore che è stato difficile staccarsi dalla vicenda. Per me è stato così, mi sono affezionato al tenente francese Jean Thomas, ingegnere e quindi ufficiale del genio. All’Elba è ‘costretto’ Napoleone per dieci lunghi mesi, esiliato ma sovrano dell’isola, prima della fuga e il ritorno in Francia. Attorno a lui ruotano truppe fedeli, gran dame, faccendieri, spie, artisti, frammassoni, diplomatici, generose locandiere.  L’imperatore non è inoperoso durante l’esilio: costruisce strade e bastioni, si occupa delle miniere. I porti conoscono un continuo andirivieni di mercantili e navi da guerra.
Continua a leggere

Pubblicato in Francia, Libri, Mare | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Ho letto “Un paese di temporali e di primule” di Pier Paolo Pasolini

Non c’è mai stato un povero felice. Ma nessuna invidia è più acuta di quella nutrita per un povero che sembri felice.
L’ho terminato oggi, il giorno dopo l’anniversario della sua morte. Alla faccia di quelli che dicono che di Pasolini non importa più nulla. Io stesso l’ho trascurato, ma c’è sempre tempo e modo per rimediare. Conosco quasi tutti i suoi film, ma non avevo letto niente di suo. La settimana scorsa sono stato in Friuli e ho scelto di portarmi questo libro perché mi piace leggere qualcosa sui luoghi dove mi trovo. E questa raccolta di scritti è il più friulano dei suoi libri. Così ho dedicato una giornata ai luoghi della sua giovinezza, tra Casarsa della Delizia (con un doveroso omaggio alla sua tomba) San Vito al Tagliamento, San Giovanni con la chiesetta di San Floreano e anche Vivaro, Codroipo, Valvasone (a quattordici anni scopersi quello che in effetti è il tesoro di Valvasone: il grigio, il nero, il silenzio, la vetustà, le vocali del dialetto) tutti citati più volte nel libro. Continua a leggere

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Ho visto “The Strange Sound of Happiness” di Diego Pascal Panarello

Ho conosciuto Diego la sera della proiezione al cinema Nazionale di Torino. Altro che “quarantenne alla deriva” come recita la scheda del film. Panarello è un ragazzone dalla simpatia contagiosa che è riuscito a coronare un suo sogno: realizzare un lungometraggio sulle origini del marranzano o scacciapensieri, quel piccolo pezzo di ferro che se lasciato in mano (e in bocca) a un principiante dà sempre la stessa ipnotica nota. Diego Pascal Panarello è siciliano di Augusta e nella sua regione lo strumento vanta una lunga e folkoristica tradizione. Ma è diffuso anche in altre lande. Ora dire dove sia apparso prima sulla terra è difficile, come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina. Nella sua ricerca il regista è venuto a contatto con un mondo lontano, nientemeno che la Yakutia nella Siberia orientale, terra che Diego abbina subito al gioco del Risiko. Lì lo scacciapensieri si chiama khomus ed è lo strumento nazionale. Continua a leggere

Pubblicato in Cinema, Musica | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento