Ho letto “L’innamorata” di Evelina Cattermole

…come il grido di una procellaria sul tumulto di un oceano in tempesta.
Ho scoperto questa scrittrice per quelle vie imperscrutabili che governano la scelta delle nostre letture. Non l’avevo mai sentita nominare, mia lacuna che non ho frequentato a sufficienza quel periodo della letteratura italiana a cavallo tra ottocento e novecento. D’altra parte le varie storie della letteratura italiana dedicano a Evelina Cattermole (il cognome è di origine inglese, come il padre) poche e sbrigative righe. È stata poetessa scrittrice, giornalista, meglio nota per il suo pseudonimo di Contessa Lara. Ha collaborato con diverse riviste letterarie dell’epoca e lasciato alcune raccolte di poesie e di novelle, anche per bambini, e un unico romanzo che è appunto L’innamorata. La Contessa Lara ha avuto una vita molto irrequieta, la sua stessa biografia potrebbe essere oggetto di un film. È curioso aver letto questo romanzo poche settimane dopo Il piacere di Gabriele D’Annunzio. Continua a leggere

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Ho letto “Tra loro” di Richard Ford

Mi piacciono i libri che al di là di una trama appassionante costringono a riflessioni personali. Così è per i romanzi di Richard Ford, ma anche di Philip Roth o di Paul Auster. A volte mi sembra di essere stato io il Frank Bascombe della trilogia Sportswriter, Il giorno dell’indipendenza, Lo stato delle cose, scritti e pubblicati da Ford uno ogni decennio, che seguono il personaggio lungo il corso della sua vita. Ancora più mi sono identificato, vuoi per l’età che ormai mi ha raggiunto, in Tutto potrebbe andare molto peggio, che ha fatto diventare Bascombe il protagonista di una tetralogia.
In questo intenso librino (non supera le 130 pagine) Richard Ford fa i conti con i genitori. A pensarci è proprio un esercizio che tutti dovremmo fare, soprattutto se i propri genitori non ci sono più da anni. Il 75enne scrittore di Jackson (Mississippi) li separa e li tratta in due capitoli distinti. Come spiega in postfazione, Lontano, Ricordando mio padre l’ha scritto nel 2015, cinquantacinque anni dopo la scomparsa. Mia madre, in memoriam nel 1981 nell’immediatezza della sua morte. Continua a leggere

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Ho letto “Il piacere” di Gabriele D’Annunzio

Il ricordo del suo passaggio doveva bastare a riempire una intera vita. Le amanti dovevano rimaner fedeli in eterno alla sua infedeltà. Questo era il suo sogno orgoglioso.
Il motivo per cui improvvisamente mi sono dedicato alla lettura di D’Annunzio l’ho spiegato dopo aver letto L’innocente (1892), secondo romanzo della Trilogia della Rosa. Allora ho cercato questo, che è il primo della serie. Sono lieto di questa scelta casuale perché se avessi rispettato l’ordine di scrittura da parte del “Vate” dopo Il piacere mi sarei dedicato ad altro. Non so se leggerò il terzo della trilogia, Il trionfo della morte. Questa digressione già implica una mia stroncatura: il libro in questione mi ha di molto annoiato. Scritto a Francavilla a Mare nel 1888 e pubblicato l’anno dopo dai Fratelli Treves (triste la storia della casa editrice milanese, fatta chiudere nel 1939 per le leggi razziali e rilevata da Garzanti…), Il piacere è il ritratto di una società decadente e materialista.
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Ho visto “La mia vita con John F. Donovan” di Xavier Dolan

Amo particolarmente i film di Xavier Dolan che considero un talento del cinema mondiale (qui le mie recensioni di È solo la fine del mondo e Tom à la ferme) Mi spiace quindi aver letto critiche poco lusinghiere a quest’opera del giovane regista canadese che invece a me è piaciuta molto. Devo a un esercente illuminato di Merano che ha scelto questa pellicola (continuiamo a chiamarle pellicole nonostante non se ne faccia quasi più uso) al posto di titoli sicuramente più accattivanti se una domenica pomeriggio di luglio sono riuscito a recuperare questa visione che mi mancava. È un film che fa riflettere sugli eccessi dello star system e sul fanatismo che travolge molti giovani. Lo stesso Dolan da ragazzino negli anni Novanta era stato un fan scatenato di Leo Di Caprio.
La vicenda narrata nel film riguarda un bambino di otto anni che ha una sviscerata ammirazione per l’attore Donovan che interpreta un supereroe in un serial di successo. Continua a leggere

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Ho letto “La città dove le donne dicono di no” di Alessandro Banda

Mi trovavo a Merano per una breve vacanza e come sempre quando sono fuori sede cerco qualcosa da leggere che sia ambientato nel luogo in cui mi trovo. Dopo una breve ricerca mi sono imbattuto in Alessandro Banda, uno scrittore che non conoscevo ma che aveva già pubblicato diversi libri, soprattutto con Guanda, un editore che per me è garanzia di serietà. Il libro in questione è La città dove le donne dicono di no e il titolo è decisamente fuorviante. In realtà di donne si parla pochissimo. Si tratta invece di un divertissement dell’autore attorno alla città in cui vive, Merano appunto. Solo che Banda si nasconde dietro un giochino, prende le distanze, la rinomina Meridiano e così i suoi concittadini diventano meridianesi. Certo mi aspettavo un libro diverso, ma confesso che essendo sul posto me lo sono proprio goduto, eccessi verbosi compresi. Continua a leggere

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Polvere di stelle sul filo di un circo contemporaneo

È finito con un grande appuntamento degno della sua dimensione internazionale il Festival sul Filo del Circo. Il patron e animatore di Cirko Vertigo, Paolo Stratta, era visibilmente soddisfatto e gongolante per i ‘tuttoesaurito’ delle ultime serate. In effetti il festival è andato in crescendo dal punto di vista del pubblico. L’appuntamento finale, non a caso intitolato Stardust, è stato concepito come un gala di artisti internazionali provenienti da Russia, Brasile, Norvegia, Germania, Italia e Giappone e la selezione operata da Stratta e dai suoi collaboratori setacciando i maggiori festival europei è risultata di alto livello.  Continua a leggere

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Ho letto “Nel West e altri viaggi” di Walt Whitman

Anche da bambino fantasticavo, desideravo di scrivere un giorno qualcosa, magari una poesia sulla spiaggia
Quest’anno ricorrono i 200 anni dalla nascita del poeta americano Walt Whitman (West Hills, Long Island 31 maggio 2019). Grazie a due inviti alla lettura da parte del mio amico Alberto festeggio anch’io la ricorrenza. Il primo è stato Visioni democratiche che contiene vari capitoletti che condensano il pensiero libertario e democratico di uno dei padri della letteratura americana, il poeta del Corpo e dell’Anima, come lui stesso si era definito in Foglie d’erba.
I brani di viaggio qui raccolti dal piccolo editore di Fidenza Mattioli 1885 sono tratti dalla raccolta Specimen Days and Collect pubblicata nel 1982. È un viaggio privato compiuto con ogni mezzo attraverso gli Stati Uniti e il Canada. Scorrono immagini di praterie, boschi, montagne, laghi, fiumi, città descritte con una prosa nitida e che non spreca neppure mezza parola. Continua a leggere

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Block, le sfide urbane sotto la lente di circo e danza

Ormai vado a una serata a Grugliasco per il Festival Sul Filo del Circo (per ogni edizione almeno un paio di volte) senza sapere cosa vado a vedere. Non mi documento, non chiedo, non mi informo. Come si suol dire, prendo a scatola chiusa. Tanto so che vedrò qualcosa di insolito. Mi piace essere sorpreso, è un po’ come tornare bambino e lasciarsi condurre dallo stupore. Così è stato ieri sera. Se leggete queste righe non perdetelo, lo spettacolo c’è ancora stasera in doppia replica, 19.30 e 22.15. Si intitola Block e si situa al confine tra la danza e l’acrobatica, tra il circo e la coreografia. L’acrobazia è una delle discipline basilari del circo e anche una delle più antiche. Con il corpo si fa tutto, con due corpi ancora di più.
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Ho letto “Nottetempo, casa per casa” di Vincenzo Consolo

Nel vaporar della terra, nel tremolar dell’aria, nella sospensione assorta, trovano varco i sogni, le apparizioni, i sortilegi, i suoni di campani, di zufoli lontani, i fischi sinistri sui binari. 
Nottetempo, casa per casa si può leggere in vari modi, a ciascuno il suo. A me, chiusa l’ultima pagina, vien voglia di tornare indietro e di ripercorrerlo tutto. Vincenzo Consolo è così, un coacervo di stimoli culturali che scappano in ogni direzione, e mi dispiace di aver incontrato i suoi libri molto oltre la mia senescenza. Poco mi manca per terminare di leggere le sue opere e Nottetempo mi è rimasto tra le mani come un gioiello che si incastona dentro i miei due, brevi, soggiorni a Cefalù.
Viaggio dentro e attorno alla città arabo-normanna oppure romanzo storico (aborro il termine “di formazione”), quest’opera di Consolo è suddivisa in dodici capitoli che hanno come filo conduttore la figura del giovane Petro Marano e sullo sfondo gli eventi dei primi anni Venti del secolo scorso.
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Ho letto “La ragazza della nave” di Arnaldur Indriðason

A noi orfani di Erlendur Sveinsson (12 storie tutte pubblicate da Guanda) non rimane che seguire la nuova serie ambientata negli anni della seconda guerra mondiale e dell’occupazione della neutrale Islanda da parte degli alleati che temevano una invasione dei tedeschi. All’opera sono sempre l’investigatore islandese Flóvent e il militare canadese ma di origini islandesi Thorson. Una coppia che dalla diffidenza iniziale è passata ad una discreta collaborazione, tenuto conto che hanno obiettivi divergenti e rispondono a entità diverse. Nello specifico Thorson deve occuparsi di tenere a bada nei momenti di libera uscita le truppe angloamericane di stanza a Reykjavík dove si è creato un clima particolare con le donne del posto, chiamato ‘la situazione’.
Dal fiordo finlandese di Petsamo (oggi è in Russia) nel 1940 è partita la nave Esja per riportare in patria tutti gli islandesi che per lavoro o per studio vivevano nei vari paesi europei occupati dai tedeschi. Si è trattato di una traversata unica, autorizzata dai nazisti, storicamente documentata. Su quella nave viaggia una giovane infermiera che ha atteso invano l’arrivo del fidanzato probabilmente fermato dalla Gestapo per la sua attività anti-nazista. Giunta in patria la ragazza si impegna nella ricerca della verità riguardante la sua scomparsa. Continua a leggere

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