Ho visto “Wonderful Losers” di Arūnas Matelis

E’ vincitore di premi ai festival di mezza Europa Arūnas Matelis con il suo documentario Wonderful Losers. E a quanto si è visto sono ben meritati. Il regista lituano ha fatto un lavoro straordinario. Se non si può dire che abbia sdoganato il ciclismo al cinema, sicuramente lo ha umanizzato. Il film infatti mette in luce le sofferenze e le fatiche degli ultimi, i gregari, i portaborracce, quelli che non vivranno mai una giornata di gloria se non assaporando piccoli momenti di soddisfazione ai quali sono autorizzati dai loro capitani. Dalle loro voci emerge che sono appagati e soddisfatti soltanto per aver svolto bene il lavoro. Non ci sarebbero i campioni e non esisterebbe il ciclismo se non ci fossero i gregari.
Nel film scorrono le testimonianze di Svein Tuft, massiccio canadese che nel 2014 è riuscito a indossare per un giorno la maglia rosa al Giro d’Italia grazie alla cronometro a squadre iniziale e che ha sempre alternato l’alpinismo alla bici, dell’olandese Jetse Bol, tanta attività ma vittorie limitate agli anni giovanili, e degli italiani Paolo Tiralongo e Daniele Colli. Conoscevo il siciliano di Avola come buon scalatore e in effetti ha vinto anche qualche tappa nella massima competizione nazionale. E’ stato gregario del campione spagnolo Contador all’Astana che gli ha “concesso” la prima vittoria da professionista nella tappa di Macugnaga al Giro 2011. Nel film la ricorda come un momento indimenticabile della sua carriera. Non conoscevo invece Colli, sfortunato ciclista lombardo che ha collezionato una impressionante serie di incidenti e malattie e quando dico che Wonderful Losers umanizza il ciclismo, penso soprattutto alla sua splendida figura di uomo prima ancora che gregario. Di autentica commozione sono le immagini del suo passaggio durante una tappa davanti alla famiglia schierata sul bordo della strada.
Il regista li segue anche nei letti d’ospedale dopo cadute rovinose e nei lunghi mesi di recupero per ritornare in sella. Certo, ognuno di loro ha sognato da giovanissimo di diventare un campione, tuttavia la vita questo ha concesso, il mestiere di gregario.
L’altro aspetto del film è il contorno della corsa, in particolare l’organizzazione medica che si occupa degli incidenti così come dei piccoli interventi, la medicazione di un’escoriazione piuttosto che la somministrazione di una pastiglia antidolorifica. Qui si rivelano gli altri “eroi” del ciclismo. Una telecamera sale sull’auto-medica e documenta in presa diretta l’attività di Giovanni Tredici, il leggendario medico del Giro d’Italia e della sua équipe, in quei frangenti composta da Massimo Branca ed Elena Della Valle (l’unica donna medico del Giro). Sono immediatamente sul posto in caso di rovinose cadute ma anche abili a sporgersi dal finestrino della vettura in corsa per assistere i malcapitati ciclisti.
L’impresa di Arūnas Matelis ha richiesto otto anni di lavoro a partire dal primo ciak, con una decina di operatori che hanno lavorato spesso in condizioni proibitive. Già solo ottenere le autorizzazioni per “girare” da dentro il Giro d’Italia è stato assai complicato. Ci è riuscita con la caparbietà e la professionalità di sempre la casa di produzione torinese Stefilm (insieme a una lenzuolata di produttori internazionali), avvalendosi poi del contributo di decine di partner, tra cui diverse film commission regionali.
L’innovativa distribuzione con Movieday ha consentito a molti spettatori di vedere il film in occasione delle proiezioni che hanno accompagnato nelle varie città la centounesima edizione del Giro d’Italia. Pubblico entusiasta ovunque. Bravi Elena, Eddie, Stefano e naturalmente Arūnas Matelis!

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Una risposta a Ho visto “Wonderful Losers” di Arūnas Matelis

  1. elena scrive:

    grazie Riccardo per le tue toccanti parole !

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