Ho letto “L’uomo con la valigia” di Francesco Recami

Leggere Francesco Recami mi piace un sacco e con la serie della casa di ringhiera mi sto facendo grasse risate. Già mi ero divertito con Il caso Kakoiannis-Sforza, ora con questa nuova vicenda che coinvolge l’ex-tappezziere con la passione per le indagini Amedeo Consonni e tutto il variopinto popolo degli inquilini è un tripudio di sghignazzi. Fermo restando che l’intrigo giallo in cui è coinvolto il Consonni regge e appassiona. Poi c’è la vicenda di fondo, che riguarda tutti i condomini: una coppia di nuovi abitanti, due pseudo architetti alla moda, in una riunione di condominio ha evidenziato problemi statici dell’edificio. Continue reading

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Il Toro, una malattia che non va più via

Sembra impossibile, che segua ancora te… Di tanto in tanto Fb ti ripropone immagini degli anni passati e ti chiede se vuoi ripubblicarle. Mi è capitato il 29 luglio, quando Fb con la foto qui a fianco mi ha ricordato che quel giorno nel 2011 ero a Sappada per vedere l’amichevole Fiorentina-Torino. Era il penultimo giorno del ritiro sulle Dolomiti carniche. Il Toro si preparava alla sua dodicesima stagione in serie B (sigh…) e l’arrivo di Giampiero Ventura, un tecnico girovago e molto esperto, mi incuriosiva e predisponeva ad un certo ottimismo. Continue reading

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Checkpoint Circus premia Rio Ballerani e Elisa Mutto

Cosa si può fare in soli quindici minuti di performance, poi soggetta alla valutazione di una giuria di critici e di pubblico? Naturalmente occorre far risaltare le proprie capacità, mettere in evidenza tecnica e stile, eclettismo e virtuosismo, ma soprattutto bisogna saper trasmettere emozioni e accendere delle curiosità. Ci hanno provato al Festival sul Filo del Circo nella serata evento Checkpoint Circus sei giovani compagnie internazionali. Continue reading

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Ho letto “Una traccia nel buio” di Arnaldur Indriðason

In un luogo sperduto, in un crepaccio nella lava solidificata, regnano tenebre eterne e gelo.
Dopo undici romanzi, quanti almeno sono stati pubblicati in Italia da Guanda, Arnaldur Indriðason abbandona (definitivamente?) il suo eroe Erlendur Sveinsson. Già in precedenza, in due occasioni – Un doppio sospetto e
Cielo Nero - lo aveva messo in naftalina mandandolo in congedo temporaneo per risollevarlo dalle sue depressioni e dai suoi incubi. Le indagini erano svolte dai suoi collaboratori. In un altro - Sfida cruciale – compare solo nell’ultima riga, mentre in Le Notti di Reykjavík ci viene presentato alle prime armi quando era solo un agente della stradale. Si può ritenere che il ciclo di Erlendur si sia già chiuso con Le abitudini delle volpi, il romanzo più bello, in cui i suoi traumi infantili giungono a una straziante conclusione.
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Ho visto “Non mi piace più la gente” al Cirko Vertigo

Nel concetto di Non mi piace più la gente ci sta un po’ tutto: l’idiosincrasia nei confronti degli altri, lo scarso rispetto verso il prossimo, la mancanza di senso civico, la prevaricazione, le scorrettezze, la maleducazione, le molestie. Spinti come siamo dall’egoismo, dalla superficialità, dalla fretta nella vita di tutti i giorni non abbiamo più avuto occhi per l’altro e abbiamo creato un mostro di società. Come fare per ovviare a tutto questo? Per fortuna dentro ognuno di noi ci sono germi positivi che bisogna scoprire e saper coltivare: il talento, le capacità individuali, il gusto per la bellezza e, perché no, la forza dell’amore. Continue reading

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Ho visto “Ruth & Alex – L’amore cerca casa” di Richard Loncraine

Ruth e Alex compongono una bella coppia bicolore di anziani senza figli: lei un’insegnante in pensione, lui un pittore per il quale i tempi migliori sono ormai trascorsi. Vivono a Brooklyn con Dorothy, la loro vecchia cagnetta, si amano e si rispettano come il primo giorno che si sono conosciuti. Ma l’età incalza e la previsione di dover fare sempre quattro piani di scale per raggiungere il loro adorato appartamento in uno stabile senza ascensore inizia a destabilizzarli. Decidono così di vendere il loro nido d’amore e di cercare qualcosa di più compatibile con l’età. La zona si è rivalutata parecchio nel corso degli ultimi decenni ed è diventata appetibile da nuove coppie, giovani in carriera, ricchi snob. Affiancati da una nipote immobiliarista entrano in contatto con una fauna variegata di possibili acquirenti. Continue reading

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Ho letto “Il salvataggio” di Joseph Conrad

La notte e quel luogo erano pieni di contraddizioni. Era impossibile dire chi, in questa guerriglia così vaga,  fosse il vero nemico, e chi gli alleati.
Il salvataggio è il terzo capitolo della trilogia aperta da La follia di Almayer (1895) e Un reietto delle isole (1896). Ancorché veda il protagonista in età più giovanile rispetto ai precedenti, è stato pubblicato solo nel 1920 dopo essere rimasto per più di vent’anni solo abbozzato e chiuso in un cassetto. Si può dire che racchiuda e concluda tutti i temi dell’opera letteraria di Joseph Conrad: il rito di passaggio, il confine, la linea d’ombra, lo scontro fra civiltà. Al centro c’è il capitano Lingard con il suo brigantino inglese Lightning con il quale si identifica quasi fisicamente. Una nave così non si è mai mai vista nei mari della Malesia. Continue reading

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Ho letto “False piste” di John Banville

I morti ottengono molte più lodi di quanto meritino, pensò, e solo per il fatto di essere morti.
John Banville è uno scrittore che non delude mai. Sia quando scrive dell’anatomopatologo Quirke, con questo siamo al quinto romanzo – Dove è sempre notte (2006), Un favore personale (2007), Congetture su April (2010), Un giorno d’estate (2011) – sia nel resto della sua corposa produzione narrativa. Anche in False piste Quirke porta in primo piano i suoi problemi, le sue debolezze, la sua umanità e il caustico umorismo che lo caratterizza.
La vicenda vede il suicidio di un importante businessman irlandese, Victor Delahaye: un colpo di pistola sulla barca a vela con cui sta regatando con Davy, il giovane figlio del suo socio, a cui aveva appena raccontato un apologo su fiducia e lealtà. Continue reading

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Ho letto “La ballata di Adam Henry” di Ian McEwan

Fiona Maye è giudice dell’Alta Corte britannica in servizio alla Sezione Famiglia. E’ sposata da trentacinque anni sempre con Jack, senza figli, dai conoscenti è definita come una donna  che ha “divino distacco, diabolica perspicacia e una bellezza che non sfiorisce”. Come giudice ha svolto la sua carriera occupandosi di feroci dissidi coniugali, di affidamenti di figli, di questioni patrimoniali tra coniugi, esercitando sempre ragionevolezza e buon senso laddove invece imperversa l’irrazionalità.
E i figli? Pedine di una scacchiera, moneta di scambio pronta all’uso da parte di madri, vittime di abbandoni economici o affettivi da parte di padri; pretesti per lo scambio di accuse di maltrattamenti reali o più o meno cinicamente inventati…
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Perdere la rotta a Grugliasco con il Circo Zoé

Sono tornato a Grugliasco per il Festival del Circo, perché dopo la gran serata di sabato con lo Zanzibar Cirque Farouche mi incuriosiva vedere all’opera i ragazzi del Circo Zoé, tra cui alcuni artisti già esibitisi in Blast (Simone Benedetti e Chiara Sicoli). Credo di aver assistito al debutto del gruppo nel 2012 al Teatro Astra di Torino con uno spettacolo intitolato proprio Zoè.
Questa volta un brigantino, piuttosto che una goletta, fa naufragio su una spiaggia che immaginiamo essere ai Caraibi o in Malesia, tra le mangrovie, oppure, meglio non allontanarci troppo, nel Mediterraneo. Dallo scafo fuoriescono nove naufraghi, due sono musicisti, gli altri acrobati. Sulle note di un violino e di una fisarmonica iniziano le loro esibizioni al filo molle, al palo cinese, alla corda, al cerchio o semplicemente con figure aeree anche complicate (bravissime le ragazze). Continue reading

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