Ho visto “Il libraio di Belfast” di Alessandra Celesia

Una docufiction che è una chicca nel panorama del documentario europeo. Cinquantaquattro minuti di buon cinema, produzione franco-britannica, regista italiana ma che più europea non si può. Ci sono arrivato per quegli imperscrutabili percorsi che guidano – a mia insaputa – le scelte in fatto di letture o visioni di film. Però mi sono reso conto che ne avevo sentito parlare, non so quando, forse nei mesi scorsi in occasione dell’uscita del dvd (il film è del 2011) a cura del Festival dei Popoli di Firenze, dove è stato presentato e premiato nel 2013.
E’ un personaggio straordinario questo libraio di Belfast, John Clancy. Continue reading

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Ho visto “Guida tascabile per la felicità” di Rob Meyer

Guida tascabile per la felicità è stato presentato nei giorni scorsi al Festival internazionale del Film di Roma 2014, sezione autonoma “Alice nella città”. Si tratta di un’opera prima, realizzata dopo alcuni short dal regista Rob Meyer. Occorre dire che il titolo posto dai distributori nostrani ancora una volta cortocircuita e storpia un originale assai più evocativo, A Birder’s Guide to Everything, perché è proprio attraverso le lenti erudite dell’appassionato ornitologo che i quattro ragazzi protagonisti della storia guardano il mondo.
Protagonista è il giovane attore Kodi Smit-McPhee, già noto per i suoi ruoli in The Road, l’intenso film con Viggo Mortensen, e Blood Story. Continue reading

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Ho letto “I diavoli” di Guido Maria Brera

E’ abituato alla tracotanza dei trader della vecchia scuola, alla cruda esibizione del potere, alla ricchezza sfoggiata senza stile…
Derek Morgan e Massimo De Ruggero sono trader di una grande banca americana e lavorano a Londra. L’uno il capo dell’altro. Derek sta per tornare alla casa madre e lascia a Massimo la direzione della sede londinese. Per lui è un salto di qualità, economico e di potere, enorme. Breda ce lo presenta nei rapporti con i suoi collaboratori, ma soprattutto nella vita privata: moglie e due figli, una famiglia italiana che vive agiatamente nella City. Ma il mondo della finanza è composto da diavoli (o squali, o lupi…) e l’economia mondiale è sottoposta a continui stress. Continue reading

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Ho letto “Gli inquilini di Dirt Street” di Derek Raymond

La vita reale, come sempre, era l’opposto di quello che uno si immaginava.
Non so come collocare Robert William Arthur Cook (1931 –1994), vero nome di Derek Raymond. Se appartenente alla Beat Generation di Burroughs, Ginsberg, Corso, Orlovsky, che pure frequentò al Beat Hotel di Parigi negli anni ’50, prima di ritornare nella natia Londra. Oppure come esponente del genere noir britannico, con un involontario  accento di letteratura dandy. Di certo molti scrittori postmoderni e trasgressivi gli devono qualcosa. Quelli come Chuck Palahniuk e Don DeLillo, oserei dire. Forse però non ho cominciato dal migliore dei suoi lavori (in Italia tutti editi da Meridiano Zero), ma questo The Tenants of Dirt Street (1971), come spesso capita, mi è finito tra le mani casualmente. Suddivido il libro in due metà. Continue reading

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Ho visto “Point and Shoot”

E’ un bel documentario, presentato e premiato in vari festival. Il regista Marshall Curry compie un’eccellente operazione di montaggio sulla base del materiale girato da un giovane americano di Baltimora, Matthew VanDyke.
Matt era un ragazzo vissuto nella bambagia, come si suole dire, iperprotetto dalla mamma, figlio unico di genitori e nonni a loro volta figli unici. Fin da bambino matura una forte passione per il Medio Oriente che sarà poi l’oggetto della sua tesi di laurea. Lawrence d’Arabia è il suo film preferito. Quando riesce a staccarsi dalle gonnelle ha ormai ventisei anni. Compra una motocicletta, si fa montare una telecamerina sul casco e parte per l’Africa settentrionale. Continue reading

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Ho letto “Maigret e il signor Charles” di Georges Simenon

La moglie gli aveva tenuto da parte le aringhe, di cui Maigret era ghiotto, e lui se le gustò dando un’occhiata distratta al telegiornale.
Simenon è invecchiato insieme al suo Maigret. E’ il 1972 quando scrive questo libro. Sarà l’ultima inchiesta del commissario, così tutta la produzione resta compresa tra il 1931 di Pietr il lettone e il 1972, appunto. A volerlo leggere con attenzione, un po’ di tristezza trapela dalla storia così come negli atteggiamenti di Maigret. Tanto che alla moglie sovviene la conversazione fatta dal marito con il medico Pardon (se non ricordo male era in Maigret si confida) in cui l’amico aveva detto al commissario: “Lei è l’esatto contrario di un giustiziere. Si direbbe perfino che quando arresta un colpevole lo faccia a malincuore”. Continue reading

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Ho visto “Lucy”

Sappiamo tutti che il cervello umano è utilizzato pochissimo, diciamo al dieci per cento delle sue potenzialità. Luc Besson si propone di esplorare il pianeta-cervello e vedere cosa accadrebbe se fosse usato al 20-40-100 %. Scarlett Johansson – Lucy è la sua cavia. La ragazza è studentessa a Taipei. Il fidanzato di turno la costringe a consegnare una valigetta in un grande albergo. I destinatari però lo uccidono e sequestrano la ragazza. Di Lucy vogliono fare il corriere involontario di una nuova e potentissima droga. Nel suo addome viene inserito un pacchetto contenente la sostanza, che ha aspetto granulare di colore blu. Come lei altri soggetti saranno poi inviati nelle principali città del mondo per diffondere lo stupefacente. Continue reading

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Ho letto “Americani” di John Jeremiah Sullivan

E’ un libro che contiene dodici reportage altamente stimolanti sull’America di oggi, con uno sguardo retrospettivo e un occhio rivolto al futuro. John Jeremiah Sullivan è uno scrittore e giornalista quarantenne del Kentucky. Dalla critica è stato avvicinato a David Foster Wallace. Per la mia esperienza, ricorda però il bel libro di Chuck Palahniuk, altro dei miei scrittori preferiti, in cui aveva raccolto articoli e brevi saggi, La scimmia pensa, la scimmia fa (2004). Oggi come allora, negli Stati Uniti, la realtà supera la fantasia!
Anche le storie narrate da Sullivan hanno dell’incredibile. Ne voglio ricordare alcune che mi hanno particolarmente colpito.  Continue reading

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Ho visto “Party Girl”

E’ una pessima figura di donna questa Angélique che a sessant’anni crede ancora di essere una giovinetta. Non che ci sia qualcosa di male, il fatto è che ha fallito come madre dopo aver disseminato quattro figli con padri diversi e quando si tratta di avviarsi verso la vecchiaia con serenità accanto ad un uomo che le vuole bene e desidera sposarla fallisce un’altra volta. Preferisce le luci illusorie dei night dove ha trascorso tutta la vita come entraîneuse e rappresentano l’unico posto dove veramente si trova a suo agio.  Continue reading

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Ho visto “La preda perfetta”

In originale si intitola A Walk Among the Tombstones. Così il film, così il libro (1992) da cui è tratto che in Italia è stato pubblicato da Sellerio con il titolo Un’altra notte a Brooklyn. E’ uno dei 17 hard boiled scritti da Lawrence Block tra il 1976 e il 2011 che hanno per protagonista l’investigatore Matthew Scudder, ex poliziotto ora investigatore senza licenza con il vizio della bottiglia, che prima Fanucci e ora Sellerio stanno riportando alla luce dopo essere stati pubblicati a loro tempo tra i Gialli Mondadori. Questa storia si colloca circa a metà della sua produzione, quando Scudder ha ormai intrapreso la strada della riabilitazione grazie alla frequentazione di un gruppo newyorkese di Alcolisti Anonimi. Continue reading

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