Ho letto “Il senso del dolore” di Maurizio De Giovanni

Mi avvicino sempre con circospezione ai giallisti seriali, soprattutto se italiani, per non aggiungere altra carne al fuoco delle mie letture, perché sono già molte le serialità che seguo quasi in tempo reale. Tuttavia mi incuriosisce il nuovo fenomeno degli ‘investigatori locali’ – insuperabile Camilleri, poi Carofiglio e Bari, De Falco e Trieste, Manzini e Aosta, Carlotto e Padova, Recami e il suo tappezziere in pensione a Milano, e potrei continuare all’infinito – vuoi perché mi mettono in connessione con città che conosco o che ho amato, vuoi perché una chance di essere letti bisogna darla a tutti.
Così mi sono avvicinato a Maurizio De Giovanni, cominciando dall’inizio della sua tetralogia sulle stagioni e cioè da Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi (2007, ma già pubblicato l’anno precedente con il titolo Le lacrime del pagliaccio). Continue reading

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Ho letto “Sovvertimento dei sensi” di Stefan Zweig

In occasione del sessantesimo anno d’età e del trentesimo di insegnamento a un professore di letteratura inglese viene regalato un libro, scritto dai suoi studenti, nel quale è narrata la sua storia attraverso scritti, saggi, contributi scientifici. Tutta la sua carriera è accuratamente esposta, manca solo un particolare, un grande segreto inconfessato che i suoi studenti non possono conoscere: l’incontro in gioventù con un docente affascinante e carismatico che gli aveva letteralmente sconvolto la vita. La confessione, più a se stesso che ad altri, prende le mosse da quando Roland, figlio di un rettore di una università nel nord della Germania, viene mandato a Berlino per intraprendere gli studi universitari. Una scelta controvoglia e infatti il giovane a Berlino fa di tutto fuorché studiare.
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Ho letto “nulla, solo la notte” di John Williams

Una forza oscura e innominabile l’aveva sempre spinto da un posto all’altro, lungo sentieri che non aveva intenzione di percorrere, oltre porte che non conosceva né desiderava conoscere.
E’ l’opera prima di John Williams, l’autore dell’acclamato Stoner (1965), pubblicata nel 1948. Una giornata estiva di Arthur Maxley, un eterno ragazzo costantemente allo sbando. Solitario e attaccabrighe, Arthur ha il problema di come passare le giornate. Bighellona tra un parco e un caffè, spesso indugiando nell’alcol. Dopo aver abbandonato gli studi, vive a San Francisco grazie a un appannaggio del padre, importante uomo d’affari sempre in giro per il mondo. Quel mattino riceve un messaggio dal genitore, di passaggio in città, che vorrebbe vederlo per cena. Continue reading

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Ho letto “Nessuno è innocente” di Roberta De Falco

Questo umore nero, tendente al pessimismo, sarebbe stato perfetto per una persona che, nella vita, avesse voluto fare lo scrittore, il pensatore, il filosofo, ma per un commissario di polizia come Benussi non era certo il massimo.
Una lettura estiva per provare il poliziesco alla triestina con il burbero commissario Ettore Benussi creato dalla fantasia di Roberta De Falco. E Trieste, con i suoi luoghi – al Molo Audace il ritrovamento del cadavere di una donna – ma soprattutto con le sue atmosfere sempre ‘di confine’ è città che ben si adatta a ‘ospitare’ storie di questo genere.
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Ho letto “Tempesta” di Roger Vercel

La pioggia sferzava i vetri come potenti getti di pompa e, nell’intervallo tra una raffica e l’altra, la si udiva scivolare sui tetti, correre nelle grondaie piene, colare giù a fiotti. Si sentiva che fuori la terra traboccava e che quelle violente piogge torrenziali inondavano tutto.
Se esistono libri ‘bijou’, Tempesta è uno di questi. Una vera e propria ciliegina messa sopra le mie letture estive di quest’anno. L’ho scovato nell’ultimo giro fatto al Salone del Libro 2015, proprio all’ora di chiusura. Remorques, pubblicato a Parigi nel 1935 da Roger Vercel. Tradotto dal francese da Alice Volpi e edito da Nutrimenti nel 2013. Vercel, nato a Le Mans nel 1894 e morto a Dinan nel 1957, premio Goncourt nel 1934, ha lasciato una ventina di romanzi oltre a questo, tutti inediti in Italia, alcuni sulla Grande Guerra, altri sul mare.
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Ho letto “La quarta forma di Satana” di Pieter Aspe

E una volta tanto non si tratta di un malcostume tipicamente belga. Il nepotismo è forse l’unica forma di corruzione universalmente praticata.
Il commissario della polizia di Bruges Pieter Van In è alle prese con una vicenda che vede un omicidio per avvelenamento, un altro simulato come suicidio e una strage a colpi di kalashnikov all’uscita di una messa da una chiesa in centro città. Come mettere insieme tutto questo? Il ruvido ispettore fiammingo brancola nel buio pur avendo capito che il tutto ruota attorno a una setta che pratica il satanismo. Tra l’altro si trova tra i piedi un’avvenente giornalista, Saartje Maes, che gli viene imposta dal capo della polizia e che intralcia il suo modo di condurre le indagini. Poi si rivela essere ispettore della sicurezza nazionale interessata a ricerche sulle sette nella zona di Bruges. Continue reading

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Ho letto “Titoli di coda” di Petros Markaris

I tedeschi hanno un rapporto erotico con il loro lavoro; al contrario i greci lo considerano una maledizione.
E’ paradossale leggere in  questi giorni l’ultimo libro di Petros Markaris. La Grecia è veramente ai titoli di coda, come lo è la lunga saga del commissario Kostas Charitos. Giunto al nono romanzo della serie, Markaris pare volersi arrestare. Aveva iniziato nel 1995 con Ultime della notte e da allora ci ha accompagnato attraverso gli anni della crisi greca, non tanto con le inchieste del poliziotto che ha creato, quanto dall’osservatorio privilegiato dell’economia domestica della sua famiglia, la moglie Adriana e la figlia Caterina, a cui si sono aggiunti, romanzo dopo romanzo, il genero Fanis e i consuoceri Sevastì e Pròdromos, e poi la socia di Caterina nello studio legale, Mànis con il futuro marito, il tedesco Uli. Continue reading

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Ho letto “Viaggio in Portogallo” di José Saramago

Mai nessuna mia lettura fu così tempestiva e propizia. Mi ha impegnato tutto il mese di maggio, alla vigilia di un viaggio, all’inizio di un’estate che auspico foriera di altri viaggi, nell’attesa di quell’altro, l’ultimo, quello definitivo, obbligatorio, che spero di poter fare il più tardi possibile. Con queste 500 pagine Saramago mi ha dato tanto. E’ il “suo” viaggio in Portogallo e nessun altro ne potrà fare uno simile.
La felicità, che il lettore lo sappia, ha molte facce. Viaggiare probabilmente è una di queste. Affidi i fiori a chi sappia badarvi, e incominci. O ricominci. Nessun viaggio è definitivo. Tranne uno, aggiungo io. Continue reading

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Ho letto “La giostra degli scambi” di Andrea Camilleri

Che può fari un omo che torna a la sò casa alli setti del matino, doppo ‘na nuttata vigilante e che avi un appuntamento con il sò superiori per le novi a Montelusa?
Che dire del nuovo Montalbano, che non sia già stato detto e scritto nelle recensioni dei romanzi precedenti? Camilleri afferma in una nota che questa è una delle pochissime indagini a non essere collegata a un fatto di cronaca nera realmente accaduto. Forse per questo la trama è così astrusa e poco codificabile. In ogni caso poche avventure del commissario sono inizialmente così esilaranti come questa: Montalbano è coinvolto suo malgrado in una rissa, viene malmenato e come se non bastasse portato al comando dei carabinieri per accertamenti.
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Ho letto “Ventiquattro ore nella vita di una donna” di Stefan Zweig

Invecchiare non significa altro che non aver più paura del proprio passato.
Scrittore tra i più prolifici, Stefan Zweig è stato sempre molto saccheggiato dal cinema. Persino Wes Anderson si è ispirato alle sue opere, non una in particolare, dedicandogli il pluripremiato Grand Budapest Hotel. Si contano a decine i film ricavati dai suoi libri. Anche più film dalla stessa fonte, come nel caso di Ventiquattro ore nella vita di una donna, racconto lungo da cui sono stati tratti film nel 1944, 1952, 1968, 2001, quest’ultimo con Agnès Jaoui protagonista. Dunque, al centro della vicenda non può che esserci una importante figura femminile. In un grand-hotel della Riviera gli ospiti passano le giornate in chiacchiere e passatempi superficiali.
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