Ho visto “Storie pazzesche” di Damián Szifrón

Se qualche volta avete sognato di far fuori, tutti insieme, quelli che vi hanno fatto un torto nel corso della vostra vita o se avete mai pensato di far saltare in aria il palazzo delle imposte, Storie pazzesche fa per voi. E’ un film con sei episodi e ha tutta l’irriverenza di Pedro Almodovar che lo produce (il suo nome non è uno specchietto per le allodole), mentre è diretto da un quarantenne argentino, Damián Szifrón.
Occorre però prenderlo per il verso giusto, con ironia e non con spirito di emulazione, altrimenti sono guai. Fareste la fine di quell’ingegnere, tecnico degli esplosivi interpretato da Ricardo Darin (che avrete sicuramente visto in Cosa piove dal cielo?). Continue reading

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Ho letto “Missing – New York” di Don Winslow

Il mattino a Manhattan arrivò con il clangore metallico e il sibilo idraulico di un camion della spazzatura che portava via i peccati della notte. O almeno ci provava.
Finalmente Don Winslow abbandona gli stereotipi della sua produzione letteraria – i confini con il Messico, i sanguinari trafficanti di droga, il mondo californiano con le tavole da surf – attorno ai quali si stava attorcigliando e che, francamente, avevano un po’ stufato. Portandoci invece a spasso tra il Nebraska e New York ma soprattutto ridimensionando le carneficine e moderando il linguaggio, firma forse il suo romanzo migliore. Una detective story degna della migliore tradizione.
Mi chiamo Frank Decker. Ritrovo persone scomparse.
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Ho ascoltato “Crescendo” del Duo Bottasso

Lo ascolto e riascolto da ieri sera dopo la presentazione alla Maison Musique di Rivoli. E’ la prima fatica discografica del Duo Bottasso (Nicolò e Simone avevano però già inciso con altri gruppi, Abnoba in particolare). Sei mesi in studio di registrazione per dare vita a questo piccolo capolavoro. Ma dietro ci sono anni di musica sedimentata nelle loro teste, partendo da quelle tradizionali delle loro terre (sono di Boves), poi continuamente rivisitate e reinterpretate e infine contaminate con sonorità e ritmi di altre aree geografiche. Continue reading

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Ho letto “Storie di politica sospetta” di Manuel Vázquez Montalbán

Carvalho si toglie le scarpe con i piedi e si lascia cadere sul divano di casa. Rabbrividisce. Ha freddo. Si alza. Cerca un libro nella biblioteca. Sceglie Tatuaggio di Manuel Vázquez Montalbán e lo utilizza come carta di base per accendere un falò che diventa l’unico punto di luce e calore nella stanza.
Tre racconti raccolti in un agile libro (Historias de política ficción è stato pubblicato nel 1987) per ricordarci chi era Manuel Vázquez Montalbán e per non dimenticare la sua straordinaria creazione, Pepe Carvalho. Nei tre racconti troviamo l’essenza di tutta la sua produzione letteraria: la guerra civile, l’antifranchismo e il comunismo, la buona cucina (io non ho un palato frugale, piuttosto il contrario. Ci sono due cose che detesto più di ogni altra: le uova sode e i naselli che si mordono la coda), la villetta a Vallvidrera, l’ufficio sulle Ramblas, la passione per i libri da bruciare: Continue reading

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Ho assistito all’audiodramma “E Johnny prese il fucile”

Andare a vedere di persona una cosa verso la quale si è un po’ dubbiosi è il modo migliore per convincersi del contrario. Così quando mi hanno invitato ad assistere a un audiodramma mi sono chiesto “che sarà mai?” e ho accettato quasi per cortesia verso chi sollecitava la mia presenza. Poi ho visto la regia (e adattamento) dell’eporediese Sergio Ferrentino (storica voce radiofonica dell’altrettanto storica trasmissione Caterpillar di Radio2), poi le musiche originali di Gianluigi Carlone (uno dei ‘professori’ della mitica Banda Osiris), infine il testo, quel romanzo pacifista di Dalton Trumbo scritto nel 1939 e divenuto film nel 1971, unica sua regia dopo tante sceneggiature. Continue reading

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Ho visto “Adieu Au Langage – Addio al linguaggio” di Jean-Luc Godard

Da oltre cinquant’annni pubblico e critica si scervellano per interpretare il significato dei suoi film, per la verità alcuni abbastanza intelligibili, altri dichiaratamente ermetici. Con Addio al linguaggio, Jean-Luc Godard raggiunge l’apoteosi in questo senso, allora tanto vale concentrarsi sull’immagine e su quella poesia che da essa deriva. Non fosse altro nella natura… Perché al linguaggio dovremo dire addio e come dice il suo personaggio maschile “Presto avremo bisogno di un interprete per capire le parole che escono dalla nostra stessa bocca“.
Un uomo e una donna, citazioni – Laurent Schwartz, Nicolas De Stael, Jacques Dellul… – un cane (e se il vero protagonista fosse il cane?), il lago Lemano, un battello, ancora citazioni – Machiavelli, Richelieu, Bismarck… – la bellezza è lo splendore della verità, la metafora è un bambino che gioca a dadi, e tanto nudo ma poco sesso. Continue reading

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Ho letto “Il peccato” di Zachar Prilepin

…ogni mio peccato mi tormenterà in eterno… Il bene che ho fatto, invece, pesa meno di una piuma… il primo alito di vento lo spazzerà via…
La potenza narrativa di San’kja e di Patologie occhieggia qua e là in questo volume di racconti di Zachar Prilepin che rimane però un libro fondamentalmente intimista. Infatti, più che di racconti, si tratta di schegge autobiografiche dello scrittore: dieci capitoletti, compresa una breve raccolta di poesie.
In frigo non c’era proprio nulla, solo un uovo,  solitario come uno spettatore addormentato nel cinema deserto, poltrone vuote alla sua destra e alla sua sinistra.
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Ho visto “Due giorni, una notte” di Jean-Pierre e Luc Dardenne

E’ un film da vedere, soprattutto in tempi di jobs act e di articolo 18. Sandra ha un marito e due figli. Lavora in una fabbrichetta di pannelli solari. Ha appena attraversato un brutto periodo di depressione e ora è pronta a riprendere il lavoro.  Scopre però che il proprietario, in vena di riduzione di personale, ha fatto votare i dipendenti sul suo licenziamento. Sull’altro piatto della bilancia un bonus di mille euro ciascuno. Ovvio l’esito della votazione, avvenuta con voto palese, con mille euro ognuno sistema piccole cose a casa propria. Sandra ha perso il lavoro, ma alcuni amici e il tenace marito la inducono a chiedere la ripetizione del sondaggio, questa volta con voto segreto. Il capo cede alla richiesta e il lunedì mattina successivo il voto sarà ripetuto. Continue reading

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Ho visto “My Old Lady” di Israel Horowitz

Quando in un film c’è Kristin Scott Thomas, inevitabilmente divento di parte. E’ lei la mia attrice preferita!  A seguire c’è Maggie Smith, ottant’anni e raggrinzita come non mai ma sempre grande attrice. E infine Kevin Kline, perfettamente calzante nel ruolo di americano ubriacone. Già solo la presenza di queste tre star vale il prezzo del biglietto. Poi c’è Parigi, con certi scorci del Marais che se ci sei stato anche solo una volta è facile riconoscere.
L’americano Mathias arriva a Parigi dove ha ereditato dal padre un enorme appartamento nel Marais. Continue reading

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Ho visto “Frastuono” di Davide Maldi (32 TFF)

Unico film italiano in concorso al 32. TFF, Frastuono mi è parso un lavoro un po’ debole, pur con tutte le attenuanti che si possono concedere a un’opera prima (o seconda che sia). Davide Maldi ha voluto mettere in parallelo due storie di ragazzi dell’appennino pistoiese: Iaui, un adolescente cresciuto con la sua famiglia in una comunità hippy del Popolo degli Elfi (nei pressi di Sambuca Pistoiese), che si divide tra passeggiate nei boschi, raduni rave e si diletta di composizioni di musica psy-trance (qui confesso la mia ignoranza); la coetanea Angelica, cantante leader del gruppo Tree B***h, una sorta di punk-rock da lei definito  “Minimal tribal”. Per entrambi il “frastuono” calza a pennello! A modo loro sono entrambi delle piccole star della musica tra i compagni di scuola e gli amici che frequentano. Continue reading

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