Ho visto “Buoni a nulla” di Gianni Di Gregorio

Gianni Di Gregorio ha una bella faccia simpatica e mi ispira. Così, saltando tutti i preamboli – memore del gradevole divertimento di Pranzo di ferragosto e Gianni e le donne – sono andato a vedere Buoni a nulla praticamente a scatola chiusa. Devo dire che mi ha deluso un po’, rimane troppo in superficie, limitandosi soltanto a sciorinare una serie di macchiette. Eppure aveva a disposizione un tema su cui affondare la sua bonaria satira sociale, quello dei lavoratori prossimi alla pensione a cui è stata procrastinata la data di collocamento a riposo. Nel caso di Gianni di altri tre anni, contro i soli sei mesi che si attendeva. Continue reading

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Ho visto “Silvan – La grande magia”

Non poteva iniziare meglio la stagione di Eccentrika al Teatro Le Serre di Grugliasco (la direzione artistica è del Cirko Vertigo). Due serate da tutto esaurito (o quasi) con un personaggio che non ha bisogno di troppe parole per essere presentato. Semplicemente il Mago Silvan, al secolo Aldo Savoldello, che non tradisce la sua età neanche per un secondo delle due ore ininterrotte di spettacolo. Ha incantato il pubblico di grandi e piccini di almeno tre generazioni e non accenna a smettere. Il tour con “La grande magia” va avanti da mesi e continuerà anche nel 2015. Meglio non interrogarsi sull’età di Silvan (in verità le sue primavere sono settantasette!) e concentrarsi piuttosto sullo spettacolo. Continue reading

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Ho visto “Il libraio di Belfast” di Alessandra Celesia

Una docufiction che è una chicca nel panorama del documentario europeo. Cinquantaquattro minuti di buon cinema, produzione franco-britannica, regista italiana ma che più europea non si può. Ci sono arrivato per quegli imperscrutabili percorsi che guidano – a mia insaputa – le scelte in fatto di letture o visioni di film. Però mi sono reso conto che ne avevo sentito parlare, non so quando, forse nei mesi scorsi in occasione dell’uscita del dvd (il film è del 2011) a cura del Festival dei Popoli di Firenze, dove è stato presentato e premiato nel 2013.
E’ un personaggio straordinario questo libraio di Belfast, John Clancy. Continue reading

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Ho visto “Guida tascabile per la felicità” di Rob Meyer

Guida tascabile per la felicità è stato presentato nei giorni scorsi al Festival internazionale del Film di Roma 2014, sezione autonoma “Alice nella città”. Si tratta di un’opera prima, realizzata dopo alcuni short dal regista Rob Meyer. Occorre dire che il titolo posto dai distributori nostrani ancora una volta cortocircuita e storpia un originale assai più evocativo, A Birder’s Guide to Everything, perché è proprio attraverso le lenti erudite dell’appassionato ornitologo che i quattro ragazzi protagonisti della storia guardano il mondo.
Protagonista è il giovane attore Kodi Smit-McPhee, già noto per i suoi ruoli in The Road, l’intenso film con Viggo Mortensen, e Blood Story. Continue reading

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Ho letto “I diavoli” di Guido Maria Brera

E’ abituato alla tracotanza dei trader della vecchia scuola, alla cruda esibizione del potere, alla ricchezza sfoggiata senza stile…
Derek Morgan e Massimo De Ruggero sono trader di una grande banca americana e lavorano a Londra. L’uno il capo dell’altro. Derek sta per tornare alla casa madre e lascia a Massimo la direzione della sede londinese. Per lui è un salto di qualità, economico e di potere, enorme. Breda ce lo presenta nei rapporti con i suoi collaboratori, ma soprattutto nella vita privata: moglie e due figli, una famiglia italiana che vive agiatamente nella City. Ma il mondo della finanza è composto da diavoli (o squali, o lupi…) e l’economia mondiale è sottoposta a continui stress. Continue reading

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Ho letto “Gli inquilini di Dirt Street” di Derek Raymond

La vita reale, come sempre, era l’opposto di quello che uno si immaginava.
Non so come collocare Robert William Arthur Cook (1931 –1994), vero nome di Derek Raymond. Se appartenente alla Beat Generation di Burroughs, Ginsberg, Corso, Orlovsky, che pure frequentò al Beat Hotel di Parigi negli anni ’50, prima di ritornare nella natia Londra. Oppure come esponente del genere noir britannico, con un involontario  accento di letteratura dandy. Di certo molti scrittori postmoderni e trasgressivi gli devono qualcosa. Quelli come Chuck Palahniuk e Don DeLillo, oserei dire. Forse però non ho cominciato dal migliore dei suoi lavori (in Italia tutti editi da Meridiano Zero), ma questo The Tenants of Dirt Street (1971), come spesso capita, mi è finito tra le mani casualmente. Suddivido il libro in due metà. Continue reading

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Ho visto “Point and Shoot”

E’ un bel documentario, presentato e premiato in vari festival. Il regista Marshall Curry compie un’eccellente operazione di montaggio sulla base del materiale girato da un giovane americano di Baltimora, Matthew VanDyke.
Matt era un ragazzo vissuto nella bambagia, come si suole dire, iperprotetto dalla mamma, figlio unico di genitori e nonni a loro volta figli unici. Fin da bambino matura una forte passione per il Medio Oriente che sarà poi l’oggetto della sua tesi di laurea. Lawrence d’Arabia è il suo film preferito. Quando riesce a staccarsi dalle gonnelle ha ormai ventisei anni. Compra una motocicletta, si fa montare una telecamerina sul casco e parte per l’Africa settentrionale. Continue reading

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Ho letto “Maigret e il signor Charles” di Georges Simenon

La moglie gli aveva tenuto da parte le aringhe, di cui Maigret era ghiotto, e lui se le gustò dando un’occhiata distratta al telegiornale.
Simenon è invecchiato insieme al suo Maigret. E’ il 1972 quando scrive questo libro. Sarà l’ultima inchiesta del commissario, così tutta la produzione resta compresa tra il 1931 di Pietr il lettone e il 1972, appunto. A volerlo leggere con attenzione, un po’ di tristezza trapela dalla storia così come negli atteggiamenti di Maigret. Tanto che alla moglie sovviene la conversazione fatta dal marito con il medico Pardon (se non ricordo male era in Maigret si confida) in cui l’amico aveva detto al commissario: “Lei è l’esatto contrario di un giustiziere. Si direbbe perfino che quando arresta un colpevole lo faccia a malincuore”. Continue reading

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Ho visto “Lucy”

Sappiamo tutti che il cervello umano è utilizzato pochissimo, diciamo al dieci per cento delle sue potenzialità. Luc Besson si propone di esplorare il pianeta-cervello e vedere cosa accadrebbe se fosse usato al 20-40-100 %. Scarlett Johansson – Lucy è la sua cavia. La ragazza è studentessa a Taipei. Il fidanzato di turno la costringe a consegnare una valigetta in un grande albergo. I destinatari però lo uccidono e sequestrano la ragazza. Di Lucy vogliono fare il corriere involontario di una nuova e potentissima droga. Nel suo addome viene inserito un pacchetto contenente la sostanza, che ha aspetto granulare di colore blu. Come lei altri soggetti saranno poi inviati nelle principali città del mondo per diffondere lo stupefacente. Continue reading

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Ho letto “Americani” di John Jeremiah Sullivan

E’ un libro che contiene dodici reportage altamente stimolanti sull’America di oggi, con uno sguardo retrospettivo e un occhio rivolto al futuro. John Jeremiah Sullivan è uno scrittore e giornalista quarantenne del Kentucky. Dalla critica è stato avvicinato a David Foster Wallace. Per la mia esperienza, ricorda però il bel libro di Chuck Palahniuk, altro dei miei scrittori preferiti, in cui aveva raccolto articoli e brevi saggi, La scimmia pensa, la scimmia fa (2004). Oggi come allora, negli Stati Uniti, la realtà supera la fantasia!
Anche le storie narrate da Sullivan hanno dell’incredibile. Ne voglio ricordare alcune che mi hanno particolarmente colpito.  Continue reading

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