Ho letto “La piramide di fango” di Andrea Camilleri

Non mi piace l’escamotage di Camilleri di inserire all’inizio del romanzo il sogno premonitore con il quale prefigura ciò che accadrà nella realtà di lì a poco. Lo ha già utilizzato troppe volte.
Non c’era nenti da fari, lo sapiva che sarebbi stato accussì, la scena era pricisa ‘ntifica a quella del sogno, e la situazione non gli piaciva per nenti.
A parte questo appunto La piramide di fango mi pare in linea con i migliori racconti su Montalbano. Qui siamo nel mondo dei cantieri, delle costruzioni, degli appalti di opere pubbliche e delle società che fanno affari, falliscono e rinascono sotto altre forme. E naturalmente si infangano. Continue reading

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Ho visto “Un insolito naufrago nell’inquieto mare d’Oriente”

Più film come questo e meno bombe su Gaza, verrebbe da dire dopo aver visto Un insolito naufrago nell’inquieto mare d’Oriente. Sylvain Estibal con questa sua opera prima tocca un argomento estremamente delicato e drammatico e riesce a realizzare una commedia toccante e gradevole laddove di questi tempi c’è solo morte e distruzione.
Il naufrago insolito è un maiale, finito nella rete da pesca di un poveraccio, palestinese di Gaza, che con la sua barchetta, spingendosi solo fin dove gli è consentito dagli israeliani, riesce a tirare a bordo solo ciarpame, rottami e rifiuti di ogni genere, quasi mai pesce, tanto meno pregiato.  Continue reading

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Ho letto “Il caso Kakoiannis-Sforza” di Francesco Recami

Per vari motivi Consonni aveva giurato di non occuparsi più di queste cose, e del crimine in generale, di qualsiasi tipo.
Non è un romanzo. E’ una batteria di fuochi d’artificio che esplodono a ogni pagina con tutti gli effetti possibili, sotto forma di luce, colore, rumore… In questo quarto romanzo sul mondo che si affaccia da una casa di ringhiera milanese, Francesco Recami dispiega tutto l’armamentario di cui ha fatto tesoro nelle tre puntate precedenti, La casa di ringhiera (2011), Gli scheletri nell’armadio (2012), Il segreto di Angela (2013). Da leggere rigorosamente nell’ordine per arrivare a godere di questa scoppiettante storia. Con tanto materiale messo da parte per lo scrittore fiorentino è stato giocoforza scrivere una ulteriore storia che le ricomprendesse tutte.  Continue reading

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Ho letto “Il secolo” di Javier Marias

La vita è piena di ingiustizie e malintesi che ci precedono e ci sopravvivono, ma così come nessuno può sentirsene responsabile o colpevole, allo stesso modo non è lecito ostentare indifferenza e illudersi che non ci riguardino né ci vincolino solo perché risalgono a tempi anteriori al nostro.
Javier Marìas scrive dannatamente bene e l’editore Einaudi giustamente prosegue nel farci conoscere anche le sue opere più lontane nel tempo. Così dopo I territori del lupo, sua opera prima datata 1971 e pubblicata da noi nel 2013, sempre lo scorso anno è uscito Il Secolo (El siglo, 1983).
La particolarità del romanzo consiste nell’alternanza dei capitoli, raccontando in prima persona le vicende del protagonista Casaldáliga nei capitoli dispari e in terza persona in quelli pari. In tutto 9 capitoli, più una nota per l’edizione spagnola del 1995 e il testo di una conferenza tenuta da Marìas nel 1984.   Continue reading

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Ho visto “Jersey Boys”

E’ la storia ricostruita da Clint Eastwood del gruppo musicale americano The Four Seasons, molto in voga negli anni ’50 e ’60. Frankie Valli, Tommy DeVito e Nick Massi da ragazzi, nel New Jersey, si arrangiavano con qualche lavoretto sotto l’ala protettrice del boss mafioso Gyp De Carlo (una eccellente interpretazione di Christopher Walken). I tre amavano la musica e formavano un gruppo che si esibiva con qualche successo. Frankie in particolare aveva una voce straordinaria ed era il frontman  del gruppo, per il cui decollo fu però necessario l’ingresso di un altro oriundo italiano, Bob Gaudio,  dal grande talento per la composizione musicale. Da quel momento si chiamarono The Four Seasons e iniziò una straordinaria stagione di successi.   Continue reading

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Ho visto “Synecdoche, New York”

Charlie Kaufman come Bob Fosse. Caden Cotard come Joe Gideon. Qui il teatro, là il musical. In entrambi i casi il logorio fisico e la malattia e la vita da mettere in scena. Ma i parallelismi tra Synecdoche, New York e All That Jazz si fermano qui. Il film Palma d’Oro a Cannes nel 1980 (vinse poi quattro premi Oscar) mi è venuto in mente guardando il bel lavoro di Kaufman che in Italia è uscito con un ritardo di sei anni e se Philip Seymour Hoffman non fosse morto prematuramente lo scorso febbraio forse non lo avremmo neppure visto. Continue reading

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Ho letto “Pista nera” di Antonio Manzini

“Ricordati, la polizia può essere amica tua o il tuo peggior incubo”.
Finalmente un poliziotto corrotto! Ero stufo di incontrare nelle varie serie di polizieschi soltanto investigatori integerrimi, magari forti bevitori e spesso ubriachi fradici, anche donnaioli (e questo è addirittura puttaniere), sempre ligi e corretti nelle modalità di indagine. Rocco Schiavone, commissario anzi vicequestore romano trasferito per motivi disciplinari dalla Capitale ad Aosta, non lesina invece sonori schiaffoni a chi si ostina a non rispondere alle sue domande oppure tergiversa nelle risposte. Ma soprattutto ha una intensa attività parallela di criminale di piccolo cabotaggio sempre al riparo però della sua funzione istituzionale di dirigente della Polizia. Continue reading

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Ho letto “La Donna del Père-Lachaise” di Claude Izner

L’odore del sangue attira gli squali, come il miele le mosche.
Sono al secondo appuntamento con i gialli di Claude Izner (al secolo le sorelle Liliane e Laurence Korb, due arzille parigine che di mestiere fanno le libraie proprio come Victor Legris, il protagonista di questa saga). La mia prima lettura era stata Il mistero di rue de Saints-Pères (2006), ambientato nella Parigi dell’Expo Universale del 1889. Questa storia lo segue di un anno (sto cercando di leggerli in sequenza – finora in Italia ne sono stati pubblicati sette – così come si dovrebbe fare quando si decide di seguire un filone).
Questa volta Victor Legris riceve la richiesta di aiuto Denise, la domestica della sua ex amante Odette de Valois. La ragazza, sconvolta, racconta che la sua padrona è scomparsa. Continue reading

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Ho visto “Tutta colpa del vulcano”

Lo confesso. Sono un fan di Dany Boon che, pur tra alti e bassi, nello stupidario cinematografico imperante si distingue almeno per un po’ di classe. E’ noto per essersi inventato e aver diretto Giù al nord, che poi ha dato origine alle meno riuscite imitazioni italiane Benvenuti al Nord e Benvenuti al Sud di Luca Miniero (a quando Benvenuti all’Est e Benvenuti all’Ovest?). Boon ha anche diretto una commediola non indimenticabile come Niente da dichiarare? (2011) e interpretato con Daniel Auteuil il bel film di Patrice Leconte Il mio migliore amico (2006). Continue reading

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Evviva gli Zombie al Cirko!

Se può servire a farvi muovere il tallone in direzione di Grugliasco (teatro LeSerre), posto che questa sera, 11 luglio ore 21.30, per la replica ci sia ancora qualche seggiola libera sotto lo chapiteau (ieri sera c’era il pienone), sappiate che lo spettacolo è fantastico (è non può essere altrimenti, trattandosi di zombie) e il divertimento è ultragarantito.
I francesi dello Zombie Circus Show – 15 artisti sul palco – ieri erano in prima nazionale per il Festival Internazionale ‘Sul Filo del Circo’ e questo la dice lunga sul livello della manifestazione e sul caparbio lavoro che sta compiendo da oltre dieci anni Paolo Stratta per promuovere il circo contemporaneo. Continue reading

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