Perché Cairo ha sbagliato

Prosegue purtroppo il processo di ‘normalizzazione’ del Torino, ovvero il tentativo di far diventare il Toro una squadra ‘normale’, cioè come tutte le altre. L’amara conclusione della vicenda di Rolando Bianchi ne è l’ennesima dimostrazione. Non entro nel merito di considerazioni tecnico-tattiche, anche se:
- le undici reti realizzate quest’anno parlano da sole;
- le 77 realizzazioni in maglia granata sono altrettanto eloquenti;
- (ma vi rendete conto?) ha segnato più del miglior marcatore della scudettata madama (Vidal e Vucinic fermi a 10). Continue reading

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Ho letto “Delitti color granata” di Nanni Arcudi

Un serial killer minaccia la tranquillità della vita torinese. Tranquillità si fa per dire, perché il clima è piuttosto questo:
Nella sede torinese del Codacons gli impiegati stavano affogando, pervenivano giornalmente centinaia di lettere da consumatori che lamentavano soprusi di varia natura….., dove il numero uno dell’Equitalia torinese si chiama Mario Tartassa e dove il comandante dei vigili tarocca gli orari delle telecamere di ingresso alla Ztl onde cogliere in castagna il maggior numero possibile di sprovveduti. Continue reading

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Ho letto “Le abitudini delle volpi” di Arnaldur Indriðason

Era rimasto sveglio nel rudere quasi tutta la notte a pensare a come erano andate le cose prima che lui e suo fratello si mettessero in marcia verso la brughiera.
Non svelo nulla, soprattutto a chi ha già letto almeno un libro di Arnaldur Indriðason, se dico che l’ispettore Erlendur da sempre è tormentato da un episodio avvenuto nella sua infanzia: la scomparsa del fratellino Bergur durante una tempesta di neve. Loro due con il padre erano usciti nella brughiera per tentare di radunare le loro pecore. Erlendur e il padre erano stati ritrovati semiassiderati, del fratello nessuna traccia. Continue reading

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Ho visto “Nella casa”

Il professore di lettere Germain assegna ai suoi studenti liceali un tema sul loro fine settimana. Il giovane Claude consegna un elaborato che incuriosice il prof. In esso, narrando dell’amicizia con Rapha, descrive la casa del compagno e in particolare la mamma, tipica donna borghese. Claude mostra un certo talento nello scrivere e il professor Germain ne resta affascinato. Invogliato a continuare a scrivere sullo stesso argomento, il ragazzo gli consegna puntualmente ulteriori approfondimenti. Continue reading

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Ho visto “L’ipnotista”

Con il bestseller omonimo del 2010 di Lars Kepler (pseudonimo di una coppia di autori svedesi) si è cimentato il regista svedese Lasse Hallström, già autore di pregevoli film, tra cui anche commedie – Le regole della casa del sidro (1999), Chocolat (2000), Casanova (2005), L’imbroglio (2006), Hachiko (2009), Il pescatore di sogni (2011)…..
Il commissario Jonna Linna è chiamato ad indagare su un triplice omicidio all’interno di una famiglia. Continue reading

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Ho letto “L’interprete dei malanni” di Jhumpa Lahiri

Succede che la sera prima ero andato al cinema a vedere Come pietra paziente in cui una giovane donna afghana fa una lunga e dolorosa confessione al marito in coma. Succede che il mattino dopo cercando un nuovo libro da iniziare, tra i tanti accumulati e in attesa di lettura, ho scelto proprio questo, scritto da una indiana. L’avevo tenuto lì da tanto tempo, giudicandolo a torto un libro da donnicciuole (mai fare questo errore!). Credo che il film della sera precedente abbia influenzato la mia scelta. Accade poi che questo libro che si compone di nove racconti si apra proprio con una lunga, dolorosa e reciproca confessione tra due giovani coniugi. Continue reading

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Ho visto “Come pietra paziente”

Una storia afghana portata al cinema con coraggio (ma la coproduzione è franco-tedesca) da un regista di Kabul, Atiq Rahimi, che ora vive a Parigi. E’ un film diretto molto bene, che si avvale di una stupenda fotografia, che poi vai a controllare ed è nientemeno che di Thierry Arbogast, pluripremiato direttore della fotografia, collaboratore abituale di Luc Besson. Gli intensi primi piani sono l’altra caratteristica del film: Continue reading

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Ho letto “L’ispettore Morse e le morti di Jericho” di Colin Dexter

A furia di avere una delusione oggi e una preoccupazione domani, ti ritrovi addosso una sensazione generale di sconforto verso la vita che non riesci più a scrollare via.
Grazie ancora a Sellerio che mantiene l’impegno di pubblicare ogni anno almeno un titolo di Colin Dexter della serie dell’ispettore Morse, perché questi polizieschi sono molto molto divertenti e l’autore non meritava di essere confinato solo tra i Gialli Mondadori, nei quali era stato pubblicato oltre vent’anni fa. Sellerio li sta riscoprendo con rigore cronologico quindi, come per tutti gli autori seriali, il consiglio è di leggerli dall’inizio. Continue reading

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Ho letto “La testa perduta di Damasceno Monteiro” di Antonio Tabucchi

Quando passò davanti alla Biblioteca Nazionale non potè fare a meno di rallentare per guardarla con nostalgia. Pensò ai pomeriggi passati nella sala di lettura a studiare i romanzi di Vittorini…
Con Tabucchi ero inspiegabilmente fermo a Sostiene Pereira. I recenti articoli pubblicati in occasione del primo anniversario della sua scomparsa mi hanno però indotto a riprenderne la lettura. Ho cominciato da questo, in cui c’è ovviamente il Portogallo e, in comune con Sostiene Pereira, l’ambiente giornalistico. Continue reading

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Ho letto “Il weekend” di Peter Cameron

“E secondo lei cos’è la bella pittura?”
“Un quadro che riesco a guardare per più di cinque secondi”
“Cinque secondi? E basta?”
“Be’, mi ha capito. Facciamo cinque minuti allora!”

John e Marian, intellettuali quarantenni, attendono per il weekend nella loro villa di campagna l’arrivo da New York di Lyle, quotato critico d’arte che è stato l’amante di Tony, il fratellastro di John. Tony è morto di Aids giusto un anno prima in quella villa e ora Lyle viene a far conoscere Robert il suo nuovo compagno. Continue reading

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