Ho letto “Il secolo” di Javier Marias

La vita è piena di ingiustizie e malintesi che ci precedono e ci sopravvivono, ma così come nessuno può sentirsene responsabile o colpevole, allo stesso modo non è lecito ostentare indifferenza e illudersi che non ci riguardino né ci vincolino solo perché risalgono a tempi anteriori al nostro.
Javier Marìas scrive dannatamente bene e l’editore Einaudi giustamente prosegue nel farci conoscere anche le sue opere più lontane nel tempo. Così dopo I territori del lupo, sua opera prima datata 1971 e pubblicata da noi nel 2013, sempre lo scorso anno è uscito Il Secolo (El siglo, 1983).
La particolarità del romanzo consiste nell’alternanza dei capitoli, raccontando in prima persona le vicende del protagonista Casaldáliga nei capitoli dispari e in terza persona in quelli pari. In tutto 9 capitoli, più una nota per l’edizione spagnola del 1995 e il testo di una conferenza tenuta da Marìas nel 1984.   Continue reading

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Ho visto “Jersey Boys”

E’ la storia ricostruita da Clint Eastwood del gruppo musicale americano The Four Seasons, molto in voga negli anni ’50 e ’60. Frankie Valli, Tommy DeVito e Nick Massi da ragazzi, nel New Jersey, si arrangiavano con qualche lavoretto sotto l’ala protettrice del boss mafioso Gyp De Carlo (una eccellente interpretazione di Christopher Walken). I tre amavano la musica e formavano un gruppo che si esibiva con qualche successo. Frankie in particolare aveva una voce straordinaria ed era il frontman  del gruppo, per il cui decollo fu però necessario l’ingresso di un altro oriundo italiano, Bob Gaudio,  dal grande talento per la composizione musicale. Da quel momento si chiamarono The Four Seasons e iniziò una straordinaria stagione di successi.   Continue reading

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Ho visto “Synecdoche, New York”

Charlie Kaufman come Bob Fosse. Caden Cotard come Joe Gideon. Qui il teatro, là il musical. In entrambi i casi il logorio fisico e la malattia e la vita da mettere in scena. Ma i parallelismi tra Synecdoche, New York e All That Jazz si fermano qui. Il film Palma d’Oro a Cannes nel 1980 (vinse poi quattro premi Oscar) mi è venuto in mente guardando il bel lavoro di Kaufman che in Italia è uscito con un ritardo di sei anni e se Philip Seymour Hoffman non fosse morto prematuramente lo scorso febbraio forse non lo avremmo neppure visto. Continue reading

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Ho letto “Pista nera” di Antonio Manzini

“Ricordati, la polizia può essere amica tua o il tuo peggior incubo”.
Finalmente un poliziotto corrotto! Ero stufo di incontrare nelle varie serie di polizieschi soltanto investigatori integerrimi, magari forti bevitori e spesso ubriachi fradici, anche donnaioli (e questo è addirittura puttaniere), sempre ligi e corretti nelle modalità di indagine. Rocco Schiavone, commissario anzi vicequestore romano trasferito per motivi disciplinari dalla Capitale ad Aosta, non lesina invece sonori schiaffoni a chi si ostina a non rispondere alle sue domande oppure tergiversa nelle risposte. Ma soprattutto ha una intensa attività parallela di criminale di piccolo cabotaggio sempre al riparo però della sua funzione istituzionale di dirigente della Polizia. Continue reading

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Ho letto “La Donna del Père-Lachaise” di Claude Izner

L’odore del sangue attira gli squali, come il miele le mosche.
Sono al secondo appuntamento con i gialli di Claude Izner (al secolo le sorelle Liliane e Laurence Korb, due arzille parigine che di mestiere fanno le libraie proprio come Victor Legris, il protagonista di questa saga). La mia prima lettura era stata Il mistero di rue de Saints-Pères (2006), ambientato nella Parigi dell’Expo Universale del 1889. Questa storia lo segue di un anno (sto cercando di leggerli in sequenza – finora in Italia ne sono stati pubblicati sette – così come si dovrebbe fare quando si decide di seguire un filone).
Questa volta Victor Legris riceve la richiesta di aiuto Denise, la domestica della sua ex amante Odette de Valois. La ragazza, sconvolta, racconta che la sua padrona è scomparsa. Continue reading

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Ho visto “Tutta colpa del vulcano”

Lo confesso. Sono un fan di Dany Boon che, pur tra alti e bassi, nello stupidario cinematografico imperante si distingue almeno per un po’ di classe. E’ noto per essersi inventato e aver diretto Giù al nord, che poi ha dato origine alle meno riuscite imitazioni italiane Benvenuti al Nord e Benvenuti al Sud di Luca Miniero (a quando Benvenuti all’Est e Benvenuti all’Ovest?). Boon ha anche diretto una commediola non indimenticabile come Niente da dichiarare? (2011) e interpretato con Daniel Auteuil il bel film di Patrice Leconte Il mio migliore amico (2006). Continue reading

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Evviva gli Zombie al Cirko!

Se può servire a farvi muovere il tallone in direzione di Grugliasco (teatro LeSerre), posto che questa sera, 11 luglio ore 21.30, per la replica ci sia ancora qualche seggiola libera sotto lo chapiteau (ieri sera c’era il pienone), sappiate che lo spettacolo è fantastico (è non può essere altrimenti, trattandosi di zombie) e il divertimento è ultragarantito.
I francesi dello Zombie Circus Show – 15 artisti sul palco – ieri erano in prima nazionale per il Festival Internazionale ‘Sul Filo del Circo’ e questo la dice lunga sul livello della manifestazione e sul caparbio lavoro che sta compiendo da oltre dieci anni Paolo Stratta per promuovere il circo contemporaneo. Continue reading

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Ho letto “Terra e sangue” di Mouloud Feraoun

Il ricco è odioso quando manca di discrezione.
E’ il secondo dei due libri di Mouloud Feraoun che sono stati tradotti in italiano. Rimando a quanto scritto sul precedente, Il figlio del povero, di cui Terra e sangue costituisce la giusta continuazione. Se il primo era prevalentemente autobiografico e approfondiva il tema del riscatto dalla povertà attraverso lo studio e l’allontanamento da casa, questo propone il ritorno alla terra natìa, la Cabilia (Algeria).
Ma cosa fa un cabilo che ritorna a casa dopo anni di emigrazione in Francia? Ricomincia ad amare o a odiare, a imitare o a invidiare, a credere e agire secondo precise regole di comportamento, quelle specifiche della sua famiglia e della sua karouba.                                                   Continue reading

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Ho letto “Presagio” di Andrea Molesini

A cento anni dall’inizio della prima guerra mondiale (le cerimonie sono già iniziate, ma la data della dichiarazione di guerra è il 28 luglio 1914) mi è parso doveroso ricordare (non celebrare, perché non si celebra una carneficina, come invece pare si apprestino a fare un po’ dappertutto) leggendo qualche romanzo ambientato in quell’epoca. Molesini, di cui è uscito Presagio, capita a fagiolo. Poi leggerò altro, scegliendo tra Stefan Zweig e Alexander Lernet-Holenia che hanno lasciato pagine memorabili contro la guerra. Pur essendo un contemporaneo, Andrea Molesini mi pare interpreti alla perfezione quel clima di tragedia incombente presente nei romanzi dei due scrittori citati e di cui lui aveva fornito ottima prova con il premiatissimo Non tutti i bastardi sono di Vienna.   Continue reading

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Ho letto “Harry Potter e la camera dei segreti” di J.K. Rowling

Caro Alessandro,
ho appena terminato il secondo Harry Potter che mi hai costretto a leggere. Devo ribadire che mai avrei pensato di divertirmi con le gesta del maghetto. Quando me lo hai prestato l’ho accettato con una certa riluttanza. Poi, quando ho iniziato a leggerlo, sono stato catapultato nel suo mondo, un po’ come lui quando entra nel diario di Tom Riddle: Con mani tremanti, sollevò il libro per mettere l’occhio sulla piccola finestra e prima ancora di sapere cosa stesse accadendo si trovò piegato in avanti verso la finestra che si allargava. Sentì il proprio corpo lasciare il letto, poi fu scaraventato a capofitto nella pagina, in un turbinio di luci e ombre.   Continue reading

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